I moduli fiscali sulle criptovalute lasciano i trader statunitensi con lacune nel calcolo del costo di acquisto

I moduli fiscali sulle criptovalute stanno creando notevoli difficoltà per i trader statunitensi durante la prima stagione di dichiarazioni del modulo 1099-DA. Un sondaggio di Awaken Tax condotto su 1.000 investitori ha rilevato che il 21% delle persone che avevano presentato o prevedevano di presentare una proroga fiscale era ancora in attesa delle informazioni dell’exchange o non era sicuro che i moduli corrispondessero alle proprie operazioni. Per le transazioni del 2025, i broker hanno generalmente comunicato i ricavi lordi delle vendite, mentre la comunicazione del costo fiscale è stata in gran parte volontaria. Un modulo 1099-DA potrebbe quindi non includere il prezzo d’acquisto originario, le commissioni, i trasferimenti e l’attività dei wallet. Prima di calcolare plusvalenze o minusvalenze sulle criptovalute, i trader devono riconciliare il modulo con gli estratti degli exchange, i registri dei wallet e la cronologia completa delle transazioni. I consulenti fiscali hanno segnalato transazioni mancanti, moduli tardivi, formati incoerenti e grandi differenze nei totali delle operazioni con stablecoin. I trader attivi potrebbero dover inserire manualmente centinaia di transazioni, poiché alcuni software fiscali non sono in grado di riconciliare automaticamente i dati del 1099-DA. Le dichiarazioni presentate con una proroga approvata devono essere inviate entro il 15 ottobre, ma i pagamenti delle imposte erano generalmente dovuti entro la scadenza originaria. L’IRS consiglia di richiedere moduli corretti quando necessario, invece di ritardare la presentazione. Per le transazioni del 2026, i broker dovranno generalmente dichiarare il costo fiscale di determinati asset digitali acquistati tramite broker custodi dopo il 2025. Gli asset trasferiti da altre piattaforme o acquisiti in precedenza potrebbero rimanere non coperti, quindi sarà ancora essenziale conservare registri accurati.
Neutral
È improbabile che la notizia abbia un effetto diretto e duraturo sui prezzi delle criptovalute, pertanto la prospettiva di mercato è neutrale. Nel breve termine, l’incertezza informativa potrebbe indurre alcuni trader statunitensi a ridurre l’attività, vendere asset per coprire gli obblighi fiscali o evitare transazioni complesse. Queste azioni potrebbero creare una pressione di vendita limitata e temporanea, soprattutto in prossimità delle scadenze fiscali, ma difficilmente altereranno le tendenze più ampie del mercato. Nel lungo termine, la comunicazione obbligatoria del costo fiscale per determinate transazioni effettuate nel 2026 potrebbe migliorare la conformità e ridurre l’incertezza per gli asset acquistati tramite broker depositari. Tuttavia, gli asset trasferiti e quelli acquisiti in precedenza potrebbero rimanere difficili da documentare. L’impatto principale sarà operativo: i trader potrebbero dover sostenere costi maggiori per la conservazione della documentazione, mentre gli exchange e i fornitori di software fiscale potrebbero registrare una maggiore domanda di strumenti di riconciliazione. Le reazioni storiche ai cambiamenti nella rendicontazione fiscale suggeriscono generalmente un impatto limitato sui prezzi, a meno che non provochino vendite forzate su larga scala o importanti restrizioni normative, nessuna delle quali è indicata in questo caso.