Hackeraggi e truffe cripto superano i 4 miliardi nel 2025, prendendo di mira piattaforme centralizzate

La società di sicurezza blockchain PeckShield afferma che le perdite in criptovalute hanno raggiunto i 4,04 miliardi di dollari nel 2025, un aumento del 34% rispetto al 2024. Le perdite si sono suddivise in 2,67 miliardi di dollari da hack (aumento del 24%) e 1,37 miliardi da truffe (aumento di ~64%). Gli aggressori si sono spostati verso exchange centralizzati e grandi organizzazioni, che hanno rappresentato circa il 75% dei fondi rubati (rispetto al 46% nel 2024). La violazione della hot‑wallet di Bybit a febbraio —il più grande singolo hack registrato (~1,4–1,51 Mrd $) e collegato dalle autorità statunitensi all'attore nordcoreano Lazarus— ha determinato un picco mensile. Altri exploit importanti includevano Cetus (~223 M$) e Balancer (~128 M$); attacchi significativi sono proseguiti nel 2026 (Truebit ~26,5 M$). Il riciclaggio monitorato è salito a ~1,49 miliardi (in aumento del 15%), mentre i fondi recuperati o congelati sono scesi a ~334,9 M$ da 488,5 M$ nel 2024, poiché gli aggressori hanno utilizzato bridge, mixer e percorsi cross‑chain per spostare i fondi rapidamente. I dati di Chainalysis e PeckShield indicano che attori legati alla Corea del Nord sono stati responsabili di circa 2,02 miliardi di dollari di furti nel 2025. BNB Chain ha registrato il maggior numero di incidenti per conteggio, mentre Ethereum ha rappresentato le perdite più elevate in termini di dollari. Principali punti per i trader: aumento del rischio di controparte e di custodia presso venue centralizzati, perdite per incidente maggiori, riciclaggio più veloce e tassi di recupero inferiori, e maggiore potenziale di volatilità intorno agli exchange compromessi e agli asset top‑cap. Parole chiave primarie: crypto hacks, crypto scams, centralized exchanges. Parole chiave secondarie/semantiche: social engineering, hot‑wallet breach, asset recovery, laundering, Lazarus Group.
Bearish
La notizia è sostanzialmente ribassista per i token interessati e per gli asset custoditi su exchange centralizzati. Grandi hack di alto profilo (in particolare la violazione del hot‑wallet di Bybit) rimuovono liquidità sostanziale e aumentano il rischio di controparte e di custodia, spingendo prelievi e posizionamenti risk‑off tra i trader. Lo spostamento dell’attenzione degli attaccanti da DeFi a piattaforme centralizzate —responsabili di circa il 75% dei furti nel 2025— aumenta il rischio sistemico percepito per gli asset large‑cap quotati sugli exchange. Lavaggi più rapidi e tassi di recupero più bassi riducono le prospettive di recuperare la fornitura rubata, prolungando l’incertezza. Nel breve termine ci si aspetta maggiore volatilità e pressione di vendita sugli asset principalmente detenuti o delistati da exchange compromessi, e un potenziale ampliamento degli sconti sugli exchange e degli spread di funding. A medio termine, il controllo regolamentare e pratiche di custodia più rigorose possono aumentare i costi operativi per gli exchange, ridurre margini/leveraggio disponibili per i trader e deprimere temporaneamente la domanda per i token interessati. Nel lungo termine, una sicurezza migliorata, migliori polizze assicurative per la custodia e una regolamentazione più chiara potrebbero ristabilire la fiducia, ma incidenti grandi e ricorrenti manterranno un premio di rischio sulla custodia centralizzata e possono ridurre strutturalmente la liquidità per i token concentrati su sedi vulnerabili.