26 emittenti si oppongono ai piani di OKX e ICE per la tokenizzazione delle azioni

IBM, Oracle, Intel e IonQ si sono opposte ai piani di OKX-ICE di offrire versioni delle proprie azioni basate su blockchain, portando a 26 il numero delle società —su 62 inizialmente incluse— le cui obiezioni sono state rese note. Se presentate entro il termine di 30 giorni, le obiezioni potrebbero impedire alla piattaforma di offrire le azioni di queste società nell’ambito dell’esenzione quinquennale per l’innovazione della SEC. Non costituiscono un divieto generale delle azioni tokenizzate né impediscono alle società di tokenizzare i propri titoli. OKX-ICE, una joint venture tra OKX e Intercontinental Exchange, ha proposto di utilizzare pool di liquidità Uniswap v4 sulla blockchain XLayer di OKX e di regolare le operazioni in stablecoin. Le obiezioni evidenziano questioni ancora irrisolte relative alla tutela degli azionisti, alla struttura del mercato, alla liquidità e ai vantaggi delle contrattazioni 24 ore su 24. Gli emittenti possono rinunciare senza costi, mentre la domanda — in particolare da parte degli investitori esteri — resta incerta. L’associazione di settore SIFMA ha chiesto il consenso esplicito degli emittenti e un termine di opposizione più lungo, pari a 90 giorni. Andrew Cuomo, co-presidente di OKX-ICE, ha dichiarato che alcune società potrebbero aspettare per vedere come si sviluppa il mercato. Per i trader, la crescente opposizione mette in luce i rischi legati all’accettazione da parte degli emittenti e alla regolamentazione di questa iniziativa sulle azioni tokenizzate; da sola, non introduce una restrizione generale sui titoli tokenizzati.
Neutral
Le obiezioni rappresentano una sfida diretta all’offerta proposta da OKX-ICE di azioni tokenizzate, ma le notizie non forniscono prove di un effetto immediato sul prezzo di una specifica criptovaluta. Nel breve periodo, la notizia potrebbe pesare sul sentiment riguardo ai piani di tokenizzazione di OKX e alle relative infrastrutture, mentre gli operatori attendono ulteriori obiezioni da parte degli emittenti, chiarimenti normativi e aggiornamenti sul lancio proposto dalla piattaforma. Nel lungo periodo, l’esito potrebbe influenzare la fiducia nei titoli tokenizzati e nelle relative infrastrutture di negoziazione. Tuttavia, le obiezioni riguardano singoli emittenti nell’ambito dell’esenzione proposta, non la tokenizzazione in generale, e non dimostrano un cambiamento diretto nell’offerta, nella domanda o nella stabilità del mercato degli asset crypto. L’impatto complessivo sui prezzi delle criptovalute è quindi neutro.