Il fondatore di Aave propone la condivisione dei profitti fuori protocollo per indirizzare i ricavi di Labs ai detentori di AAVE
Il fondatore di Aave, Stani Kulechov, ha proposto un piano di “condivisione dei ricavi fuori protocollo” per risolvere una disputa di governance dopo accuse secondo cui Aave Labs avrebbe trattenuto commissioni frontend e ricavi da nuovi prodotti. Il piano distribuirebbe i ricavi provenienti da prodotti non protocolari e ad alto margine sviluppati da Aave Labs —in particolare servizi istituzionali su asset del mondo reale (RWA), prestiti per istituzioni e app finanziarie per consumatori— ai detentori di token AAVE, lasciando però il controllo dei prodotti a Aave Labs. L’annuncio segue il fallimento di una precedente proposta di formalizzare Aave Labs come sussidiaria DAO per timori legati alla complessità legale, all’agilità operativa e all’influenza del fondatore; gli acquisti di AAVE da parte di Kulechov prima della votazione hanno intensificato il dibattito sulla centralizzazione. La proposta sarà seguita da una mozione formale di governance che definirà cosa conta come “ricavi non protocollari”, la meccanica della ripartizione, e gli standard di rendicontazione e audit. Contesto on‑chain: il TVL di Aave è vicino a 33 miliardi di dollari; un prodotto ipotetico che renda l’1% con una quota di ricavo del 30% potrebbe generare circa 100 M$/anno da distribuire —un calcolo citato insieme a un aumento del ~10% del prezzo di AAVE a circa 165$ nelle 24 ore successive all’annuncio. L’articolo confronta tre modelli DeFi per catturare i flussi di cassa off‑protocol (la condivisione dei profitti di Aave, il buyback/burn di MakerDAO e la cattura di veCRV/bribe di Curve) e nota l’allentamento della politica regolatoria USA dopo il 2025 che potrebbe ridurre il rischio di enforcement per tali strutture di condivisione dei ricavi. Takeaway per i trader: osservare il testo formale della proposta di governance, definizioni e audit precisi dei “ricavi non protocollari”, i pattern di voto on‑chain (incluso il comportamento di voto del fondatore) e gli annunci di Aave Labs relativi a prodotti che generano ricavi. Se implementata e credibile, la modifica potrebbe ridefinire AAVE come un asset legato ai flussi di cassa —stringendo i quadri di valutazione (pensiero tipo P/E) e aumentando la domanda da chi cerca rendimento.
Bullish
La proposta sposta il profilo economico di AAVE verso un asset legato al flusso di cassa promettendo distribuzioni da prodotti off‑protocol ad alto margine. A breve termine, l'annuncio ha già coinciso con un apprezzamento del prezzo di circa il 10% mentre i trader hanno prezzato il potenziale rendimento ricorrente e riclassificato AAVE da token puramente di governance/speculativo a strumento portatore di rendimento. A medio-lungo termine, una definizione credibile, una contabilità trasparente e distribuzioni revisionate aumenterebbero la domanda del token da parte di investitori alla ricerca di rendimento e fondi che applicano valutazioni in stile reddito (simili al PE). Detto ciò, il rischio di esecuzione, l'attrito nella governance, l'influenza di voto dei founder e l'incertezza normativa sulle distribuzioni di profitto potrebbero attenuare il rialzo o causare volatilità; ma se la proposta formale è chiara e iniziano flussi di ricavi auditati, l'effetto netto sul prezzo di AAVE è probabilmente rialzista poiché i flussi di cassa generano domanda persistente e meccaniche di valutazione più stringenti.