Prendono forma le norme sulla responsabilità dell’IA e sulle stablecoin
La responsabilità nell’ambito dell’IA e la regolamentazione delle stablecoin stanno avanzando nei principali mercati, con possibili ripercussioni sulle società e sui trader di criptovalute. Il Consiglio per la stabilità finanziaria (FSB) ha pubblicato 12 pratiche volontarie per gli istituti finanziari che utilizzano l’IA, sottolineando la supervisione dei vertici aziendali, la valutazione dei rischi, la governance dei dati, il controllo umano e il monitoraggio durante l’intero ciclo di vita dei sistemi di IA. L’Autorità monetaria di Hong Kong ha introdotto il proprio quadro ART, mentre l’Autorità di condotta finanziaria del Regno Unito (FCA) ha illustrato pratiche corrette e scorrette in materia di IA e proposto indicazioni su come gli enti regolamentati dovrebbero gestire i rischi operativi e di criminalità finanziaria legati alla DeFi.
Negli Stati Uniti, l’Ufficio del controllore della valuta ha emanato le norme definitive per il GENIUS Act, che entrerà in vigore il 18 gennaio 2027. Gli emittenti di stablecoin di pagamento dovranno mantenere riserve, onorare i rimborsi e rispettare requisiti di governance, gestione dei rischi, audit e rendicontazione. Le norme non chiariscono se gli intermediari possano offrire ricompense sulle stablecoin: l’OCC valuterà gli accordi caso per caso.
Tra gli altri sviluppi, la Svizzera ha approvato il suo primo ETF Bitcoin destinato agli investitori retail, la Francia ha proposto un’imposta sugli scambi da criptovalute a stablecoin e la Corea del Sud intende sottoporre alla vigilanza valutaria le stablecoin utilizzate per i pagamenti transfrontalieri. Nel complesso, la responsabilità nell’ambito dell’IA e la regolamentazione si stanno rafforzando, mentre restano incertezze sulle ricompense delle stablecoin e sulla conformità alla normativa in ambito DeFi.
Neutral
La notizia è nel complesso neutrale per i mercati delle criptovalute. Non annuncia una restrizione immediata delle negoziazioni né una modifica diretta dell’offerta di token. Descrive invece una serie di sviluppi normativi dagli effetti contrastanti: regole più chiare potrebbero sostenere nel tempo la fiducia istituzionale, mentre nuovi obblighi di conformità e questioni politiche ancora irrisolte potrebbero pesare su alcuni modelli di business.
Nel breve termine, i trader potrebbero concentrarsi sulla data di entrata in vigore del GENIUS Act e sull’approccio caso per caso dell’OCC ai rendimenti delle stablecoin. L’assenza di una decisione chiara sui rendimenti lascia nell’incertezza exchange e altre piattaforme e potrebbe influire sulle aspettative relative all’adozione delle stablecoin e ai ricavi connessi. Anche le linee guida proposte dal Regno Unito sulla DeFi potrebbero indurre alla cautela le imprese regolamentate, sebbene si applichino alle aziende che interagiscono con la DeFi e non impongano direttamente regole a tutti i protocolli. L’approvazione in Svizzera di un ETF su Bitcoin rappresenta un modesto passo avanti per l’accesso regolamentato, ma l’articolo non indica alcun impatto immediato sui flussi o sui prezzi.
Nel lungo termine, i requisiti in materia di riserve, rimborsi e governance potrebbero rafforzare la fiducia nelle stablecoin regolamentate e ridurre alcuni rischi operativi. Al contrario, i costi di conformità, le proposte fiscali e un controllo più rigoroso della DeFi potrebbero spostare l’attività da una giurisdizione all’altra o verso operatori meno regolamentati. In passato, annunci normativi analoghi hanno spesso provocato una volatilità di breve durata, mentre gli effetti duraturi sui mercati sono dipesi dall’attuazione, dall’adozione e dai flussi di capitale. I trader dovrebbero quindi monitorare l’emissione e i rimborsi delle stablecoin, i programmi di rendimento degli exchange, i flussi degli ETF, le comunicazioni regolamentari e la liquidità generale del mercato, anziché considerare questo insieme di aggiornamenti normativi un chiaro segnale direzionale.