Gli agenti IA potrebbero far crescere le criptovalute più delle azioni legate all’IA, afferma Visser

Jordi Visser, fondatore di Visser Labs ed ex dirigente di Morgan Stanley, afferma che gli agenti di IA potrebbero stimolare la domanda di pagamenti in criptovalute e di asset tokenizzati, offrendo potenzialmente alle criptovalute rendimenti superiori a quelli delle azioni legate all’IA. Descrive gli agenti di IA come un possibile «momento smartphone» per le criptovalute, poiché gli utenti potrebbero chiedere al software di effettuare transazioni per loro conto. Visser sostiene che l’investimento nelle azioni legate all’IA sia diventato più affollato e volatile. Il portafoglio di 100 titoli IA che monitora è salito di circa il 40% quest’anno, ma la sua volatilità mobile a 126 giorni ha superato quella del bitcoin. Richiama inoltre l’attenzione sulle pressioni finanziarie: nell’anno fiscale 2026 Oracle ha speso 55,7 miliardi di dollari in investimenti di capitale, a fronte di 32 miliardi di flusso di cassa operativo, e ha raccolto 43 miliardi di dollari di debito. Visser ha ridotto la propria esposizione a Micron e ampliato gli investimenti in criptovalute oltre bitcoin, ether e solana. Ora segue un paniere con ponderazione uguale composto da 42 token e quattro titoli quotati, che, afferma, da giugno ha sovraperformato il bitcoin. Considera inoltre dogecoin un indicatore dell’entusiasmo degli investitori al dettaglio e ha investito in progetti incentrati sulla privacy, tra cui Zcash e Monero. Avverte che una brusca flessione dell’IA potrebbe pesare sui mercati azionari e spingere le criptovalute a ritestare i minimi recenti, pur senza necessariamente porre fine al più ampio mercato rialzista.
Bullish
L’articolo presenta una prospettiva moderatamente rialzista sulle criptovalute, poiché indica un potenziale catalizzatore della domanda: gli agenti di IA potrebbero aver bisogno di infrastrutture crypto per effettuare pagamenti e negoziare asset tokenizzati. La più ampia esposizione di Visser a vari token e la sua affermazione secondo cui il suo paniere ha sovraperformato Bitcoin da giugno indicano inoltre un interesse che va oltre gli asset di maggiori dimensioni. L’enfasi posta su Dogecoin come indicatore della partecipazione degli investitori retail suggerisce che un ritorno della domanda speculativa da parte del pubblico potrebbe sostenere un rialzo più ampio. È probabile che l’effetto sul mercato nel breve termine sia limitato. Si tratta della tesi di un investitore, non di un cambiamento confermato nell’adozione, e l’articolo non riporta nuovi lanci di prodotti, flussi di capitale o dati sull’attività on-chain. I trader potrebbero interpretare queste osservazioni come un sostegno alle narrative crypto legate all’IA e ai token per la privacy, ma i movimenti dei prezzi continueranno a dipendere più direttamente dalla liquidità, dall’andamento di Bitcoin, dalla propensione al rischio e dalle condizioni macroeconomiche generali. I rischi sono evidenti. Visser avverte che una grave flessione dell’IA potrebbe colpire i mercati azionari e far tornare le criptovalute sui minimi recenti. Storicamente, le vendite di azioni tecnologiche ad alta crescita hanno spesso indebolito la propensione al rischio nei mercati degli asset digitali, mentre l’entusiasmo per l’IA ha periodicamente spostato attenzione e capitali lontano da Bitcoin ed Ether. Nel lungo periodo, la tesi acquisterebbe credibilità se gli agenti di IA portassero a una crescita misurabile dei pagamenti in crypto e degli asset tokenizzati. Senza tale adozione, il paragone con i titoli legati all’IA resta speculativo e la volatilità potrebbe rimanere elevata.