I miliardari dell’IA guadagnano 87 miliardi di dollari negli Stati Uniti e in Cina

I nuovi miliardari dell’IA negli Stati Uniti e in Cina hanno aggiunto complessivamente 87 miliardi di dollari al loro patrimonio nei primi nove mesi del 2026, portando il patrimonio netto totale a 221 miliardi, secondo i dati del Bloomberg Billionaires Index. Tra loro figurano 12 statunitensi, il cui patrimonio complessivo è aumentato di 44 miliardi, raggiungendo i 132 miliardi di dollari, e cinque fondatori cinesi, il cui patrimonio è cresciuto di 43 miliardi, arrivando a 89 miliardi. Sette dei nuovi miliardari statunitensi hanno cofondato Anthropic, valutata circa 965 miliardi di dollari in un round di finanziamento a giugno. Tra i nomi cinesi figurano Yan Junjie di MiniMax e Liang Wenfeng di DeepSeek. I guadagni sono arrivati nel contesto di una più ampia impennata del settore tecnologico: circa 100 esponenti della tecnologia presenti nella classifica dei 500 più ricchi di Bloomberg hanno guadagnato la cifra record di 845 miliardi di dollari fino al 30 settembre, mentre i patrimoni dei settori non tecnologici sono diminuiti di 62 miliardi. Gli statunitensi hanno rappresentato il 94% dei guadagni netti e, per la prima volta da quando Bloomberg ha iniziato a monitorare la classifica nel 2012, tutte le dieci persone più ricche del mondo risiedevano negli Stati Uniti. Queste cifre evidenziano la portata della creazione di ricchezza legata all’IA, ma non indicano un cambiamento diretto nei fondamentali del mercato delle criptovalute.
Neutral
Il rapporto descrive un aumento della ricchezza trainato dalle valutazioni delle società private di IA e dall’andamento del settore tecnologico. Non segnala cambiamenti nella regolamentazione delle criptovalute, nell’adozione dei token, nell’attività blockchain o nella liquidità degli asset digitali; è quindi probabile che l’effetto diretto sui prezzi delle criptovalute sia limitato. La notizia può sostenere nel breve termine una narrativa di propensione al rischio legata all’IA e alla tecnologia, con un possibile miglioramento del sentiment verso i token cripto a tema IA, ma un’eventuale reazione sarebbe probabilmente dettata dal sentiment e non da nuovi fondamentali. In alcuni periodi passati, la forte performance dei titoli tecnologici è coincisa con una maggiore propensione per gli asset più rischiosi, comprese le criptovalute, ma il rapporto non è costante. I trader dovrebbero seguire indicatori più ampi, come l’andamento dei mercati azionari, le aspettative sui tassi d’interesse, la tendenza e la liquidità di Bitcoin e i volumi di scambio dei token legati all’IA. Nel lungo periodo, questi dati ribadiscono l’importanza commerciale dell’IA e potrebbero alimentare ulteriore interesse per i progetti di IA e blockchain. Tuttavia, non dimostrano che tali progetti riusciranno a creare valore né che l’aumento della ricchezza si tradurrà in guadagni per il mercato cripto. Nel complesso, l’articolo è neutrale per il trading di criptovalute e la stabilità del mercato.