Risultati di Alphabet: la crescita dell’IA deve fare i conti con il rallentamento della pubblicità e la pressione sui flussi di cassa

Le azioni di Alphabet sono scese di oltre il 10% dopo che i risultati del terzo trimestre hanno mostrato una crescita della pubblicità più lenta del previsto e un flusso di cassa libero nettamente negativo, riaccendendo i timori sui costi della sua espansione nell’IA. I ricavi sono stati pari a 127,6 miliardi di dollari, in crescita del 25% su base annua, mentre i ricavi della ricerca e delle altre attività pubblicitarie sono aumentati del 12%, raggiungendo 63,3 miliardi, al di sotto delle attese. Alphabet ha registrato un flusso di cassa libero negativo per 9,1 miliardi di dollari; secondo l’articolo, al netto del pagamento una tantum di una multa UE da 5,2 miliardi, il dato sarebbe stato di circa 3,9 miliardi negativi. L’articolo sostiene che i risultati mostrano anche la crescita delle attività di Alphabet legate all’IA. I ricavi di Google Cloud sono aumentati del 103%, arrivando a 30,7 miliardi di dollari, e il margine operativo ha raggiunto il record del 36,2%. Il portafoglio degli ordini arretrati di Cloud è salito a 561 miliardi di dollari, con oltre il 55% che dovrebbe essere contabilizzato come ricavo nei prossimi 24 mesi. La dirigenza ha inoltre avvertito che l’aumento della spesa per le infrastrutture peserà sul flusso di cassa nel breve periodo e che gli investimenti in conto capitale dovrebbero aumentare significativamente nel 2027. Alphabet afferma che le ricerche effettuate con l’IA sono in crescita, ma che al momento la ricerca basata sull’IA viene monetizzata meno efficacemente rispetto a quella tradizionale. L’articolo descrive questa situazione come un rischio di transizione: l’azienda potrebbe privilegiare l’esperienza utente prima di ampliare la pubblicità. Evidenzia inoltre l’adozione dell’IA nelle imprese, le vendite dei chip TPU e l’utilizzo dei modelli Gemini come possibili motori di crescita a lungo termine, pur precisando che ordini e utilizzo non garantiscono ancora profitti. Per i trader, il nodo centrale è la tensione tra il rallentamento della crescita della pubblicità sulla ricerca e i forti investimenti nell’IA, da una parte, e il potenziale contributo futuro della domanda di Cloud e IA ai ricavi, dall’altra.
Neutral
L’articolo riguarda i risultati finanziari di Alphabet e la reazione del prezzo delle sue azioni, non un progetto di criptovalute né un cambiamento diretto nella regolamentazione, nella liquidità o nell’adozione delle criptovalute. Il suo effetto sul settore cripto è quindi indiretto, per cui è appropriata una classificazione complessiva neutrale. Nel breve termine, un forte calo di un importante titolo tecnologico dopo previsioni deludenti potrebbe indebolire la propensione al rischio sui mercati in generale. Gli operatori del settore cripto potrebbero osservare se le vendite si estendono ad altri titoli tecnologici e si accompagnano a un indebolimento dei mercati azionari, a un aumento della volatilità o a una minore propensione a mantenere posizioni con leva. Queste condizioni possono aumentare la pressione su Bitcoin e su altri asset ad alta beta, ma l’articolo, da solo, non indica un chiaro fattore scatenante per l’intero mercato. Nel più lungo termine, la crescita del cloud di Alphabet e la prosecuzione degli investimenti nell’IA potrebbero influenzare il sentiment verso gli investimenti in tecnologia e infrastrutture, compresi i temi dei centri dati e dei semiconduttori. Tuttavia, la questione centrale dell’articolo — se la domanda di IA genererà rendimenti sufficienti a giustificare le spese in conto capitale — non determina direttamente le valutazioni delle criptovalute. Come in precedenti periodi in cui grandi aziende tecnologiche hanno sostenuto costi d’investimento elevati durante le transizioni verso il cloud o l’IA, i mercati potrebbero reagire inizialmente ai flussi di cassa e alle previsioni di breve periodo, prima di rivalutare la crescita a più lungo termine. Gli operatori del settore cripto dovrebbero considerare questo elemento come un possibile segnale della propensione al rischio, non come un catalizzatore direzionale autonomo, e monitorare l’andamento generale dei mercati azionari, le aspettative sui tassi d’interesse e i flussi specifici del settore cripto.