Il calo record di Alphabet mette sotto pressione i titoli tecnologici

Le azioni di Alphabet sono crollate del 12,29% dopo che la società non ha raggiunto le attese sugli utili, ha riportato una diminuzione di 9,07 miliardi di dollari del flusso di cassa libero e ricavi più deboli dalla ricerca Google. Il calo post-risultati più marcato di sempre ha pesato sui titoli tecnologici, mentre gli investitori si interrogavano sull’aumento della spesa per l’IA e sulla minaccia della concorrenza per Google Search. Il Nasdaq è sceso dell’1,38%, mentre l’S&P 500 ha perso lo 0,30% e il Dow è calato dello 0,25%. Anche le azioni di Caterpillar sono finite sotto pressione nonostante risultati superiori alle attese, poiché gli investitori si sono concentrati sui vincoli di capacità e su un portafoglio ordini record di 78,1 miliardi di dollari. Dopo la chiusura dei mercati, Amazon è scesa di oltre il 7% per non aver raggiunto le attese su vendite e utili, mentre Intel ha perso quasi il 18% dopo aver fornito previsioni deboli. I dati economici hanno accresciuto l’incertezza sui mercati: l’inflazione annua ha raggiunto il 3,6%, superando l’obiettivo del 2% della Federal Reserve, mentre il PIL del terzo trimestre è cresciuto a un tasso annualizzato del 3,4%. Questi dati potrebbero influenzare le aspettative sui tassi d’interesse e la propensione degli investitori verso i titoli tecnologici e altri titoli growth.
Bearish
L’articolo descrive un calo generalizzato dei titoli tecnologici, crescenti preoccupazioni per la spesa legata all’IA e la concorrenza, e un’inflazione che rimane al di sopra dell’obiettivo della Federal Reserve. Questi fattori potrebbero pesare indirettamente sui mercati delle criptovalute. Durante le fasi di debolezza del settore tecnologico o quando aumentano le aspettative sui tassi d’interesse, i criptoasset hanno spesso seguito l’andamento degli asset di crescita ad alto rischio; di conseguenza, la propensione alla riduzione del rischio e la prospettiva di costi di finanziamento più elevati potrebbero esercitare pressioni sui prezzi e aumentare la volatilità nel breve periodo. Il movimento non è un catalizzatore diretto per le criptovalute: l’articolo non riporta notizie specifiche sul settore e la probabilità di un rialzo dei tassi a dicembre è anzi scesa dall’84,2% al 77,6%. Questo potrebbe attenuare parte della pressione legata ai tassi. Nel lungo periodo, l’effetto dipenderà dal fatto che l’inflazione rallenti e che gli investitori continuino a considerare le criptovalute asset di rischio ad alto beta. Prima di interpretare la flessione dei titoli tecnologici come un segnale duraturo per il mercato, i trader potrebbero monitorare le aspettative sui tassi, l’andamento dei mercati azionari e i flussi specifici delle criptovalute.