APX prevede di offrire mutui garantiti da bitcoin in Canada nel 2027

La società canadese APX Lending prevede di lanciare all’inizio del 2027 mutui garantiti da Bitcoin, che consentiranno agli acquirenti di ottenere un prestito dando in garanzia i propri Bitcoin invece di venderli. L’azienda, con sede a Toronto, afferma che sarebbe il primo prodotto del genere offerto da un finanziatore regolamentato in Canada, ma non ha ancora reso noti i tassi d’interesse, i limiti del rapporto tra prestito e valore della garanzia, le condizioni di rimborso né le regole di liquidazione. Secondo le stime di APX, un acquirente che necessiti di un anticipo di 95.000 dollari canadesi per una casa da 475.000 potrebbe dover impegnare Bitcoin per un valore di circa 190.000 dollari statunitensi. Anche l’immobile fungerebbe da garanzia. Nei prodotti di prestito con garanzia in criptovalute già offerti da APX, i tassi vanno dal 9,99% all’11,49%, il rapporto massimo tra prestito e valore della garanzia è del 60% e, se raggiunge il 90%, scatta una liquidazione parziale automatica; l’azienda afferma che il mutuo avrà condizioni separate. Il mercato canadese dei mutui garantiti da Bitcoin è ancora minuscolo rispetto ai 1.750 miliardi di dollari canadesi di mutui residenziali in essere. L’amministratore delegato di APX stima che questo mercato di nicchia valga tra 44 e 73 milioni di dollari statunitensi. Il rischio principale è la volatilità del Bitcoin: secondo APX, un calo del 40% del prezzo potrebbe portare il rapporto tra prestito e valore della garanzia di un finanziamento partito dal 50% a circa l’83%, avvicinandolo alla liquidazione. In caso di inadempienza, i mutuatari potrebbero subire sia la vendita dei Bitcoin sia azioni esecutive sull’immobile. Prima del lancio sarà importante valutare le condizioni del prodotto e il quadro normativo.
Neutral
L’annuncio è neutrale per il mercato delle criptovalute nel suo complesso, perché APX ha annunciato un prodotto previsto, non un’espansione significativa della domanda attuale di Bitcoin. Il lancio è programmato per l’inizio del 2027 e termini fondamentali, tra cui i tassi, i limiti del rapporto prestito/valore e le regole di liquidazione, non sono ancora stati resi noti. Inoltre, il mercato canadese stimato è molto piccolo rispetto al mercato ipotecario complessivo del Paese, il che limita qualsiasi effetto immediato sulle contrattazioni o sulla liquidità di Bitcoin. Nel breve periodo, la notizia può attirare l’attenzione sull’uso di Bitcoin come garanzia e sui prestiti garantiti da criptovalute, ma è improbabile che da sola modifichi la direzione del mercato. È più probabile che i trader reagiscano all’andamento del prezzo di Bitcoin, al posizionamento sui derivati, alla liquidità e alle più ampie condizioni macroeconomiche. In caso di brusca ondata di vendite, i prestiti garantiti da collaterale possono accentuare la volatilità se i mutuatari devono integrare le garanzie o i finanziatori liquidano Bitcoin; l’esempio di APX mostra che un calo del prezzo del 40% potrebbe portare il rapporto del prestito dal 50% a circa l’83%. Nel lungo periodo, i mutui garantiti da Bitcoin potrebbero ampliare l’uso dell’asset nei servizi finanziari e attrarre i detentori che desiderano esporsi al mercato immobiliare senza vendere le proprie monete. Prodotti analoghi negli Stati Uniti, comprese le offerte di mutui garantiti da criptovalute, dimostrano una crescente sperimentazione, ma non attestano un’adozione diffusa. L’effettiva diffusione dipenderà dai prezzi, dalla regolamentazione e dalle tutele per i mutuatari. La combinazione di Bitcoin e di un immobile come garanzia può ridurre il rischio per il finanziatore, ma può anche esporre i mutuatari a due forme di escussione in caso di inadempienza. Per questo, i termini di preavviso, le possibilità di regolarizzare la posizione e le procedure di liquidazione saranno più importanti dell’annuncio in sé. Nel complesso, il potenziale segnale di adozione è bilanciato da una portata limitata e da notevoli rischi di esecuzione e volatilità.