L’ASIC propone misure di tutela per i CFD regolati in criptovalute
L’autorità australiana di vigilanza sui mercati finanziari, ASIC, ha proposto di estendere le attuali tutele per i clienti al dettaglio ai contratti per differenza (CFD) regolati in criptovalute che soddisfano determinati requisiti. Le norme manterrebbero i limiti di leva finanziaria, la protezione dal saldo negativo e la chiusura obbligatoria delle posizioni, chiarendo inoltre i requisiti di margine. Ai fornitori potrebbe anche essere vietato compensare posizioni opposte per ridurre i requisiti di margine. Alcuni future e opzioni su criptovalute con scadenza fissa resterebbero esclusi dal provvedimento sui CFD.
La proposta si basa sulle tutele già previste in Australia per i CFD e comprende la richiesta di rinnovare l’ordine d’intervento per 10 anni prima della sua scadenza, nel maggio 2027. Secondo ASIC, il 68% dei trader al dettaglio di CFD ha perso denaro nell’esercizio finanziario 2023-24, con perdite superiori a 458 milioni di dollari australiani, di cui 73 milioni in commissioni; l’85% dei clienti al dettaglio che ha negoziato CFD su opzioni ha registrato perdite. È possibile inviare osservazioni pubbliche fino al 9 novembre.
Le norme proposte riguardano i CFD con leva finanziaria regolati in criptovalute, non l’acquisto diretto di criptovalute; il loro effetto immediato sui prezzi spot potrebbe quindi essere limitato. I trader dovrebbero seguire la consultazione e le eventuali modifiche apportate dai fornitori alle condizioni di leva finanziaria e margine. Separatamente, il quadro normativo australiano specifico per le licenze delle piattaforme di asset digitali dovrebbe entrare in vigore nell’aprile 2027.
Neutral
La proposta riguarda i CFD su criptovalute con leva e regolamento in cripto, non l’acquisto di criptovalute spot, quindi non modifica direttamente l’offerta o l’uso di una criptovaluta specifica. È pertanto probabile che il suo effetto immediato sui prezzi delle criptovalute sia limitato, anche se gli operatori potrebbero reagire alle notizie di una vigilanza più rigorosa con brevi fasi di volatilità.
Nel breve periodo, i limiti alla leva e requisiti di margine più severi potrebbero ridurre l’attività retail nei derivati interessati e limitare l’entità delle posizioni assunte. Nel lungo periodo, tutele più chiare potrebbero accrescere la fiducia nel mercato regolamentato, ma anche aumentare i costi di conformità o indurre alcuni fornitori a limitare i prodotti offerti. Questi cambiamenti potrebbero incidere sulla partecipazione e sulla liquidità nei mercati dei derivati, ma le sintesi non indicano alcun fattore scatenante diretto per un movimento prolungato del prezzo di una criptovaluta specifica. L’impatto complessivo sui prezzi è da considerarsi neutrale.