L'Australia regolerà le crypto per funzione economica, concentrandosi sugli intermediari
Il regolatore australiano e i legislatori stanno passando a un approccio alla regolamentazione delle criptovalute basato sulle funzioni, dando priorità al ruolo economico di un asset rispetto alla tecnologia blockchain. Rhys Bollen dell'Australian Securities and Investments Commission (ASIC) ha sostenuto che i token dovrebbero essere classificati per funzione — ad esempio come strumenti finanziari, strumenti di pagamento o schemi di investimento gestiti — in modo che le leggi finanziarie esistenti e gli strumenti di applicazione possano essere applicati. Ha sottolineato che la maggior parte dei danni ai consumatori deriva dagli intermediari (exchange, custodi, prestatori e fornitori di rendimento) e ha esortato i regolatori a focalizzarsi su piattaforme e intermediari per proteggere i consumatori, l'integrità del mercato e la stabilità finanziaria. Il Digital Assets Framework Bill propone emendamenti mirati al Corporations Act 2001 per assimilare le piattaforme di asset digitali alle norme esistenti. Il foglio informativo ASIC 225 supporta la classificazione basata sulla funzione e segnala che la maggior parte degli emittenti di stablecoin richiederà licenze, con misure transitorie di conformità previste per alcuni emittenti di stablecoin e token wrapped. Bollen ha avvertito che leggi cripto su misura rischiano arbitraggio regolamentare e ha raccomandato di concentrare l'applicazione sugli intermediari piuttosto che trattare le cripto come una categoria giuridica completamente nuova. Implicazioni chiave per i trader: maggiori requisiti di licenza e vigilanza per exchange, custodi ed emittenti di stablecoin potrebbero aumentare i costi operativi e il controllo della conformità, riducendo potenzialmente il rischio di controparte nel tempo ma creando in breve periodo incertezza di mercato sulla liquidità e l'accesso ad alcuni servizi.
Neutral
Il passaggio a una regolamentazione basata sulle funzioni e l'inclusione di exchange, custodi ed emittenti di stablecoin nelle leggi finanziarie esistenti riduce l'incertezza regolatoria a lungo termine utilizzando quadri giuridici consolidati. Per i trader questo è complessivamente neutro: nel breve periodo, un aumento delle licenze e degli obblighi di conformità può creare interruzioni —costi più elevati per le piattaforme, possibili restrizioni su alcuni servizi e problemi temporanei di liquidità o accesso—, che possono causare volatilità dei prezzi e attriti nel trading. A medio-lungo termine, regole più chiare e una supervisione più forte degli intermediari dovrebbero ridurre il rischio di controparte e migliorare l'integrità del mercato, sostenendo condizioni di trading più sane. Negli articoli non c'è un catalizzatore di prezzo diretto per una specifica criptovaluta; i cambiamenti riguardano principalmente l'infrastruttura e gli intermediari piuttosto che l'economia dei token stessa, quindi la pressione direzionale immediata sui prezzi delle principali criptovalute è limitata.