La custodia istituzionale delle criptovalute va oltre la sicurezza delle chiavi
Un rapporto del Boston Consulting Group (BCG), commissionato da Ripple, afferma che la custodia istituzionale delle criptovalute viene valutata sempre più in base alla governance, all’interoperabilità e all’integrazione operativa, oltre che alla sicurezza. Il rapporto stima che oltre il 30% degli asset digitali detenuti al di fuori degli exchange centralizzati utilizzi modelli di custodia istituzionale. Si tratta di una stima basata sulla ricerca commissionata, non di un conteggio di tutti i wallet né del 30% dell’intero mercato crypto.
I nuovi risultati evidenziano che i controlli di approvazione, gli strumenti di rendicontazione e i collegamenti con i sistemi di regolamento, pagamento e tesoreria possono influire sulla capacità delle istituzioni di utilizzare stablecoin e titoli tokenizzati. Alcune aziende potrebbero collegare più custodi tramite un livello di orchestrazione, mentre altre potrebbero scegliere servizi integrati. BCG stima inoltre un potenziale miglioramento del conto economico compreso tra 80 e 100 milioni di dollari per una banca regionale con 200-300 miliardi di dollari di attivi che abbini opzioni di custodia a cinque casi d’uso di asset digitali. È un’opportunità illustrativa, non una previsione né un utile dichiarato.
Ripple vende infrastrutture per la custodia, quindi la sua sponsorizzazione costituisce un interesse commerciale rilevante. Le autorità di vigilanza bancaria statunitensi hanno affermato che la custodia di criptoasset resta soggetta ai requisiti vigenti in materia di sicurezza, solidità e conformità legale. Il rapporto segnala una possibile crescita della custodia istituzionale di criptoasset e dei servizi correlati, ma non dimostra che vi saranno adozione o domanda nel breve termine. Per i trader, si tratta di uno sviluppo del settore a più lungo termine, non di un chiaro catalizzatore a breve termine per il prezzo di XRP.
Neutral
Il rapporto riguarda le infrastrutture di custodia istituzionale e i possibili casi d’uso bancari, non un cambiamento diretto nell’economia del token XRP, nella sua domanda o nella sua offerta. Sebbene una maggiore adozione istituzionale possa sostenere nel tempo la fiducia nel settore degli asset digitali, le stime sono state commissionate e hanno carattere illustrativo, e non confermano un’acquisizione di clienti nel breve termine. Anche l’interesse commerciale di Ripple e i requisiti normativi tuttora in vigore ridimensionano il segnale. Nel breve termine, è improbabile che i trader considerino il rapporto, da solo, un forte catalizzatore per il prezzo di XRP; è probabile che contino di più le condizioni generali del mercato e gli sviluppi specifici di XRP. Nel lungo termine, un’espansione efficace dei servizi istituzionali potrebbe favorire indirettamente il sentiment nei confronti di Ripple, ma questo esito resta incerto.