Il CLARITY Act affronta ostacoli al Senato nonostante il sostegno di Bessent

Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha esortato il Senato a portare avanti il CLARITY Act, avvertendo che l’incertezza normativa potrebbe spingere l’innovazione e gli investimenti nel settore delle criptovalute verso Singapore, gli Emirati Arabi Uniti e altre giurisdizioni. Il disegno di legge è stato approvato dalla Camera dei rappresentanti nel luglio 2025 e dalla Commissione bancaria del Senato con 15 voti favorevoli e 9 contrari nella primavera del 2026, ma non è ancora arrivato al voto dell’aula del Senato. Il CLARITY Act dividerebbe la supervisione degli asset digitali tra SEC e CFTC, chiarirebbe se tali asset sono titoli, materie prime o stablecoin e creerebbe percorsi di registrazione, informativa e contrasto al riciclaggio per le società crypto. Tra i principali ostacoli figurano la necessità di 60 voti al Senato, le controversie sui pagamenti di rendimento delle stablecoin, le norme etiche per i funzionari che detengono asset digitali e gli obblighi di conformità per gli sviluppatori di protocolli decentralizzati. Secondo quanto riferito, i mercati previsionali stimano intorno al 16% la probabilità che il provvedimento diventi legge quest’anno. I commenti di Bessent hanno coinciso con rialzi del bitcoin e delle società crypto quotate in borsa, ma le basse probabilità di approvazione potrebbero limitare la reazione del mercato nel breve periodo. Un progresso al Senato potrebbe rafforzare la fiducia degli investitori istituzionali e i mercati crypto statunitensi, mentre un ulteriore rinvio prolungherebbe l’incertezza normativa.
Neutral
La notizia è neutrale per i prezzi delle criptovalute, perché il sostegno di Bessent potrebbe essere rialzista, ma il CLARITY Act deve ancora affrontare importanti ostacoli politici. Il disegno di legge richiede 60 voti al Senato e restano irrisolte le controversie sui rendimenti delle stablecoin, sulle disposizioni in materia di etica e sulla conformità dei protocolli decentralizzati. Inoltre, secondo quanto riferito, i mercati delle previsioni gli assegnano solo circa il 16% di probabilità di approvazione quest’anno. Nel breve periodo, i trader potrebbero considerare l’annuncio un catalizzatore positivo limitato per BTC e per le azioni legate alle criptovalute, ma le basse probabilità di promulgazione potrebbero limitare i guadagni e incoraggiare la presa di profitto. Un voto favorevole al Senato migliorerebbe la chiarezza normativa, la fiducia istituzionale e le prospettive a lungo termine dei mercati statunitensi degli asset digitali. Al contrario, un ulteriore rinvio potrebbe pesare sul sentiment prolungando l’incertezza, anche se di per sé non cambierebbe i fondamentali delle reti di criptovalute.