L’hack di Binance fa scattare l’allarme per 6,3 miliardi di dollari e una svendita di criptovalute
L’incidente di sicurezza di Binance del 29 ottobre ha destato preoccupazione sui mercati dopo che l’exchange ha stimato l’impatto in circa 6,3 miliardi di dollari. Chainalysis ha valutato separatamente l’importo sottratto in 5,9 miliardi di dollari: le stime differiscono e potrebbero cambiare man mano che gli investigatori tracciano i fondi. Binance ha dichiarato che il portatile compromesso di un ingegnere DevOps potrebbe aver consentito prelievi non autorizzati, ma non ha trovato prove della divulgazione delle chiavi private dei wallet. Gli investigatori non hanno ancora confermato la modalità dell’attacco né il presunto coinvolgimento del gruppo TraderTraitor, collegato alla Corea del Nord.
Le autorità, Binance e alcune società blockchain hanno congelato asset per circa 3 miliardi di dollari. Tether ha congelato oltre 1,567 miliardi di dollari in USDT, Circle ha congelato più di 800 milioni in USDC e anche il Security Council di Arbitrum ha congelato degli asset. Binance ha dichiarato che gli utenti coinvolti sarebbero stati risarciti tramite il fondo SAFU e le risorse della società. Depositi e prelievi sono stati sospesi temporaneamente per controlli di sicurezza; inizialmente Binance aveva detto di aspettarsi la ripresa dei prelievi entro 48 ore.
L’hack di Binance è coinciso con forti vendite e liquidazioni sul mercato delle criptovalute. Bitcoin è sceso brevemente vicino a 76.300 dollari, mentre un precedente rapporto indicava un calo del 4,9% a 76.937 dollari; BNB è sceso dell’8%, a circa 693 dollari, ed Ether del 5,7%. Tra le liquidazioni segnalate figuravano 478,9 milioni di dollari in Bitcoin e 363,5 milioni in Ethereum. Aave ha bloccato nuovi depositi e prestiti in alcuni mercati dopo che l’autore dell’attacco aveva preso in prestito circa 44,6 milioni di dollari in WETH offrendo USDT come garanzia; anche Kamino ha sospeso o congelato alcune attività a titolo precauzionale.
L’investigatore blockchain ZachXBT ha affermato che i fondi provenienti dagli attacchi a Binance e Bitget sono transitati attraverso THORChain e sono arrivati allo stesso wallet, suggerendo un possibile collegamento ancora da confermare. L’incidente ha riportato l’attenzione sulla sicurezza degli exchange, sull’esposizione alla DeFi e sugli exchange decentralizzati, mentre le società di trading Wintermute e GSR hanno dichiarato di non aspettarsi gravi disagi. Le indagini e il recupero degli asset sono ancora in corso; l’incertezza potrebbe pesare sul sentiment e sulla stabilità dei mercati.
Bearish
L’impatto immediato sui prezzi è ribassista. La notizia dell’hack di Binance ha provocato avversione al rischio, forti cali del mercato e liquidazioni ingenti, mentre BTC, BNB ed ETH sono tutti scesi. L’incertezza sull’entità delle perdite, sul recupero dei fondi e sui possibili collegamenti con un altro exploit può sollevare preoccupazioni sulla custodia degli asset sugli exchange e sulla stabilità più ampia del mercato cripto. Simili shock legati alla sicurezza hanno spesso aumentato la volatilità e la pressione di vendita nel breve periodo, soprattutto in presenza di interruzioni dei prelievi o dei mercati DeFi.
L’effetto a lungo termine è meno certo. Il congelamento degli asset, l’impegno dichiarato da Binance a coprire le perdite degli utenti e le indagini in corso potrebbero limitare alcune perdite e contribuire a ripristinare la fiducia, qualora gli sforzi di recupero abbiano successo. Tuttavia, l’incidente potrebbe mantenere alta l’attenzione sugli exchange centralizzati e sui controlli dei rischi DeFi, con possibili ripercussioni sull’attività di trading e sul sentiment. Un’eventuale ripresa a lungo termine dipenderà dalla trasparenza dei risultati, dall’accesso degli utenti ai fondi e da prove che le vulnerabilità di sicurezza siano state risolte.