Un attacco hacker a Binance innesca un’ondata di vendite di bitcoin e liquidazioni per 1,5 miliardi di dollari
Un attacco informatico a Binance, con perdite stimate in 6,3 miliardi di dollari, ha dominato una settimana altrimenti incentrata sulla decisione della Federal Reserve di mantenere invariati i tassi d’interesse. Dopo la notizia della violazione, Bitcoin è sceso al minimo di sei settimane di 76.400 dollari, per poi recuperare in parte. Secondo l’articolo, altre entità hanno congelato asset per circa 3 miliardi di dollari. Lo shock si è propagato all’intero mercato: BNB è sceso sotto i 700 dollari, Solana (SOL) ha perso oltre il 7% e le liquidazioni complessive hanno raggiunto 1,5 miliardi di dollari, coinvolgendo più di 235.000 trader in un solo giorno.
Nel riepilogo settimanale del mercato, Bitcoin era a 77.380 dollari, in calo del 5,1%; Ether (ETH) a 2.225 dollari, in calo del 7,4%; e XRP a 1,25 dollari, in calo del 4,5%. La dominance di Bitcoin era al 57,8%.
Tra gli altri sviluppi degni di nota, l’Office of the Comptroller of the Currency degli Stati Uniti ha concesso l’approvazione definitiva a Ripple National Trust Bank, mentre Intercontinental Exchange ha accettato di gestire negli Stati Uniti futures perpetui legati a Hyperliquid, dopo di che HYPE è salito del 15%. L’articolo segnala inoltre una perdita di 2,6 milioni di dollari su Polymarket e un acquisto di 6.182 BTC da parte di Strive. Nel complesso, la violazione segnalata a Binance ha accentuato l’avversione al rischio e aumentato la pressione su Bitcoin e sul mercato cripto in generale.
Bearish
La violazione di Binance riportata è un importante fattore negativo per il mercato, perché solleva preoccupazioni sulla sicurezza degli exchange, sull’accesso agli asset e sul rischio di controparte. L’articolo descrive un’immediata reazione di avversione al rischio: Bitcoin è sceso ai minimi delle ultime sei settimane, anche le principali altcoin hanno perso terreno e le liquidazioni sono schizzate a 1,5 miliardi di dollari. Le vendite forzate possono amplificare i movimenti dei prezzi, mentre i trader potrebbero ridurre la leva finanziaria e ritirare fondi dagli exchange finché non saranno più chiari la portata dell’incidente e gli eventuali interventi di recupero.
La reazione è coerente con quella osservata in precedenti crisi di exchange di criptovalute e di sicurezza, compresi il collasso di FTX e i grandi attacchi informatici agli exchange, quando l’incertezza sui fondi dei clienti e il rischio di contagio provocarono forti vendite e un’elevata volatilità. La portata e la durata di questo evento dipenderanno dalle perdite accertate, dagli asset coinvolti, dalla capacità dell’exchange di far fronte ai prelievi e dalla possibilità di recuperare i fondi congelati. La stima di 6,3 miliardi di dollari riportata nell’articolo va quindi considerata una cifra pubblicata, non verificata in modo indipendente in questa sede.
Nel breve termine, i trader potrebbero preferire un’esposizione più contenuta, tenere d’occhio i livelli di supporto di BTC, i flussi da e verso gli exchange, i tassi di funding e i dati sulle liquidazioni, e incorporare nei prezzi un premio per il rischio di sicurezza più elevato. La pausa negli aumenti dei tassi della Fed ha compensato solo in minima parte lo shock legato alla violazione. Nel lungo termine, un incidente circoscritto e misure correttive trasparenti potrebbero consentire alla fiducia di recuperare; perdite permanenti o dubbi sulla custodia e sulla solvibilità potrebbero invece pesare sugli exchange centralizzati e sulle valutazioni delle criptovalute. Sviluppi come l’approvazione bancaria di Ripple, l’acquisto di BTC da parte di Strive e il rialzo di HYPE possono sostenere singoli asset, ma non cancellano il rischio ribassista generalizzato nel breve termine.