Attacco hacker a Binance: coperto il 95% delle perdite mentre riprendono i prelievi

Binance afferma di aver coperto oltre il 95% dei 6,34 miliardi di dollari in asset persi in un attacco informatico e che i principali asset degli utenti sono ora interamente garantiti. Ha utilizzato 581 milioni di dollari del proprio Fondo di attività sicure per gli utenti (SAFU), circa 425 milioni di dollari del Fondo di assicurazione sui futures e fondi del proprio bilancio aziendale. Binance afferma che si farà carico delle perdite e che intende riportare il SAFU a 1 miliardo di dollari. Non ha specificato come verrà finanziata la copertura restante. L’exchange ha avviato i prelievi in più fasi il 1º novembre 2026, inizialmente supportando asset tra cui BTC, ETH, USDT, USDC, ZEC e XRP su 15 reti. Binance ha avvertito che l’elevato traffico potrebbe causare ritardi; il supporto per le altre reti sarà introdotto quando le operazioni saranno stabili. Ha inoltre dichiarato che ricorrerà ad acquisti over-the-counter per garantire la copertura integrale degli asset rimanenti. L’FBI ha attribuito l’attacco a TraderTraitor, gruppo legato alla Corea del Nord, e ha avvertito i servizi DeFi coinvolti nel riciclaggio dei fondi rubati di bloccarli. Binance ha precisato che i fondi congelati dai suoi partner — indicati separatamente in 3 miliardi di dollari — non sono inclusi nell’importo coperto e saranno gestiti tramite canali legali distinti.
Neutral
Le notizie hanno implicazioni contrastanti per i mercati delle criptovalute. La dichiarazione di Binance secondo cui ha coperto oltre il 95% delle perdite, l’impegno ad assorbirne l’impatto finanziario e la riapertura graduale dei prelievi potrebbero attenuare i timori immediati di perdite per i clienti o di una crisi di liquidità prolungata. Questi sviluppi potrebbero ridurre la pressione sull’attività di trading legata a Binance e limitare il contagio ai principali token. Tuttavia, l’hack resta un grave episodio di sicurezza e di rischio di controparte. I prelievi vengono ripristinati per fasi, sono possibili ritardi e non sono stati forniti tutti i dettagli sulle modalità di finanziamento della copertura delle perdite residue. Anche i 3 miliardi di dollari di fondi congelati, separati dagli altri importi, dipendono da procedimenti legali e non vanno quindi considerati già recuperati. Questa incertezza può mantenere elevati la volatilità e i premi per il rischio, soprattutto per gli asset e i protocolli collegati all’incidente. Nel breve termine, i trader potrebbero monitorare l’elaborazione dei prelievi, le comunicazioni di Binance sulle riserve e qualsiasi movimento nei flussi degli exchange o nella liquidità delle stablecoin alla ricerca di segnali di tensione. Un avvio senza intoppi potrebbe sostenere la fiducia; nuovi ritardi o ulteriori rivelazioni potrebbero innescare vendite e una maggiore volatilità. Nel più lungo periodo, il rimborso integrale e una prova delle riserve trasparente contribuirebbero a ripristinare la fiducia, mentre le conseguenze normative o legate alla sicurezza potrebbero pesare sul sentiment verso gli exchange e la DeFi. Nel complesso, le misure di recupero sono rassicuranti, ma i rischi irrisolti rendono più appropriata una valutazione neutrale del mercato, anziché nettamente rialzista o ribassista.