Attacco a Binance: l’FBI accusa un gruppo nordcoreano; ripristinato il 90%

L’FBI ha attribuito a TraderTraitor, un gruppo di hacker legato alla Corea del Nord, il furto di oltre 6 miliardi di dollari in criptoasset da Binance. L’indagine sull’hackeraggio di Binance ha riportato l’attenzione anche sul furto del 2025 ai danni di Bybit, che l’FBI ha collegato allo stesso gruppo. Secondo gli investigatori, parte dei fondi rubati viene convertita in ETH e trasferita attraverso piattaforme DeFi e servizi di swap istantaneo. L’FBI, i Servizi segreti statunitensi e la divisione Criminal Investigation dell’IRS hanno pubblicato gli indirizzi dei wallet e invitato le piattaforme crypto a bloccare i trasferimenti correlati. Il monitoraggio on-chain ha rilevato circa 25 milioni di dollari diretti a THORChain, mentre altri fondi sono stati inviati a SunSwap e Bitget Swap. I trasferimenti sono proseguiti per circa 31 ore e hanno mostrato segni di automazione, evidenziando il rischio che i fondi rubati continuino a spostarsi tra i servizi. Binance afferma di aver reintegrato circa il 90% degli asset interessati utilizzando fondi aziendali, il proprio fondo assicurativo sui futures e SAFU. Secondo quanto riferito, dieci token principali, tra cui BTC, ETH, USDT, BNB e SOL, hanno una copertura delle riserve di almeno 1:1; Binance sta ancora reperendo gli asset meno liquidi. In precedenza, i dati on-chain avevano mostrato il trasferimento di 7.500 BTC da SAFU, con altri 7.500 BTC rimasti all’indirizzo. Il 31 ottobre Binance ha acquisito una nuova istantanea delle proprie prove di riserva e prevede di pubblicare un rapporto crittografico completo il 3 novembre. I prelievi erano ancora sottoposti ad aggiornamenti e test di sicurezza; il ripristino dipende dagli aggiornamenti ufficiali. I trader seguiranno il recupero dei fondi, la disponibilità dei prelievi e le prove di riserva come indicatori della stabilità operativa di Binance e della fiducia del mercato.
Bearish
L’hack di Binance rappresenta un rischio per la fiducia nel breve periodo per la piattaforma e, di riflesso, potrebbe pesare sul sentiment relativo a BNB. Le notizie di oltre 6 miliardi di dollari rubati, il perdurare delle attività di riciclaggio e la temporanea limitazione dei prelievi possono spingere i trader a ridurre l’esposizione ai rischi legati agli exchange. Storicamente, incidenti di sicurezza di questo tipo hanno aumentato la volatilità e indotto gli utenti a trasferire i propri asset fuori dalle piattaforme colpite, anche quando i prezzi più ampi del mercato delle criptovalute non ne sono stati direttamente influenzati. Il ripristino segnalato di circa il 90% dei fondi, la copertura 1:1 dei principali token e i piani di pubblicare una prova delle riserve contribuiscono a limitare il rischio di ribasso. Restano tuttavia importanti questioni irrisolte: il recupero degli asset rimanenti, lo stato dei prelievi e la verifica delle riserve. Nel breve periodo, notizie negative o ritardi potrebbero riattivare la pressione di vendita su BNB; aggiornamenti credibili sul recupero e il ripristino dei servizi potrebbero contribuire a stabilizzare la fiducia. L’evento, di per sé, non dimostra un cambiamento duraturo nei fondamentali di BNB: gli effetti sul prezzo nel lungo periodo dipenderanno quindi dalla risposta di Binance e dal fatto che gli utenti tornino o meno ad avere fiducia.