L’attacco hacker a Binance innesca deflussi per 3,64 miliardi di dollari; THORChain resiste alla richiesta di congelamento
L’attacco informatico a Binance, in cui aggressori legati alla Corea del Nord hanno rubato 6,3 miliardi di dollari, ha provocato un’ondata di prelievi brusca ma limitata quando Binance ha riaperto i prelievi su 15 reti blockchain. L’exchange ha segnalato prelievi per 4,65 miliardi di dollari e depositi per 1 miliardo, con un deflusso netto di 3,64 miliardi. Binance ha dichiarato di aver reintegrato circa il 95% dei fondi rubati utilizzando riserve aziendali, assicurazioni e il proprio fondo SAFU.
Le autorità e gli emittenti di stablecoin hanno congelato asset per un valore stimato di 2,84 miliardi di dollari. L’FBI ha inoltre esortato gli operatori dei nodi di THORChain e altri servizi di criptovalute a bloccare le transazioni collegate al furto. Il cofondatore di THORChain, JP Thor, si è opposto all’interruzione del protocollo, sostenendo che farlo avrebbe compromesso la decentralizzazione. Il token RUNE è salito del 13% sulle aspettative di un aumento dell’attività di scambio.
L’attacco a Binance ha pesato sui titoli legati alle criptovalute e sui mercati più ampi. Bitcoin è sceso a circa 76.500 dollari prima di risalire a 77.745, mentre le disponibilità di BTC ed ETH collegate agli aggressori hanno alimentato timori di una possibile pressione di vendita. L’incidente ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza degli exchange, sulle piattaforme cross-chain e sugli exchange decentralizzati.
Bearish
Il segnale immediato del mercato è ribassista. Un furto da 6,3 miliardi di dollari ai danni di un exchange, seguito da deflussi netti per 3,64 miliardi, può indebolire la fiducia nelle piattaforme centralizzate e spingere i trader a ridurre il rischio. La minaccia di ulteriori vendite dei BTC e degli ETH detenuti dagli aggressori aggiunge una potenziale pressione dell’offerta. L’articolo riferisce inoltre che Bitcoin e i principali titoli legati alle criptovalute sono scesi dopo l’attacco, riflettendo una propensione al rischio più bassa nel breve termine.
Ci sono fattori che limitano il ribasso. Binance afferma di aver reintegrato circa il 95% dei fondi rubati, mentre, secondo quanto riferito, sono stati congelati circa 2,84 miliardi di dollari. Ai prelievi si sono accompagnati depositi per 1 miliardo di dollari e il fondatore di Binance ha dichiarato che la maggior parte degli utenti ha scelto di restare. Questi elementi possono contribuire a contenere i timori di insolvenza o di una fuga più ampia. Anche il recupero del prezzo di Bitcoin dal minimo segnalato suggerisce che alcuni acquirenti abbiano considerato il ribasso un’opportunità.
In passato, i fallimenti degli exchange e i grandi attacchi informatici hanno spesso innescato una volatilità brusca ma di breve durata; i prezzi hanno reagito in base al propagarsi o meno delle perdite, al mantenimento di prelievi ordinati e alla capacità delle autorità di recuperare i fondi. Nel breve termine, i trader potrebbero monitorare i flussi degli exchange, i movimenti di BTC ed ETH dai wallet collegati agli aggressori, i congelamenti di stablecoin e ulteriori comunicazioni sulla sicurezza. Una vendita rapida o segnali di un contagio più ampio potrebbero intensificare la pressione ribassista; prove che i fondi siano sotto controllo potrebbero favorire la stabilizzazione.
Nel lungo termine, l’incidente potrebbe rafforzare la domanda di custodia autonoma e di exchange decentralizzati, aumentando al contempo le aspettative normative e di sicurezza per gli exchange centralizzati e i servizi cross-chain. La resistenza di THORChain a una richiesta di congelamento sottolinea il compromesso tra regolamento senza autorizzazione e conformità normativa. Questo dibattito potrebbe favorire alcune piattaforme decentralizzate, ma anche comportare maggiore incertezza giuridica. Nel complesso, l’evento è negativo per il sentiment nel breve termine, ma il suo effetto duraturo dipenderà dal recupero dei fondi, dalla liquidità del mercato e dall’eventuale ulteriore deterioramento della fiducia nella sicurezza degli exchange.