L’hack di Binance scuote il mondo delle criptovalute mentre PEPE sale e Q crolla
Il presunto hack di Binance da 6,3 miliardi di dollari ha oscurato una settimana volatile per le criptovalute e ha contribuito a innescare liquidazioni per circa 1,5 miliardi di dollari, perlopiù di posizioni long. Il valore complessivo del mercato crypto è sceso del 3,6% in 24 ore, attestandosi a circa 2.680 miliardi di dollari. Binance ha dichiarato di disporre dei fondi necessari a coprire la perdita, mentre alcuni osservatori di mercato hanno sostenuto che fosse improbabile che l’incidente provocasse un contagio più ampio.
La notizia dell’hack di Binance è arrivata mentre Quack AI (Q) subiva una brusca inversione di tendenza. Q ha raggiunto brevemente il record di 0,24 dollari, per poi scendere a circa 0,04 dollari, con un calo settimanale di circa il 60%. PEPE, al contrario, è salito di circa il 6%, raggiungendo 0,0000052 dollari e una capitalizzazione di mercato vicina ai 2,2 miliardi di dollari. Le notizie secondo cui Justin Sun avrebbe aumentato le proprie partecipazioni a 11.850 miliardi di PEPE, insieme a un grosso acquisto da parte di una whale, hanno attirato l’attenzione sulla memecoin.
Binance ha inoltre programmato per il 30 ottobre la rimozione di diverse coppie di trading spot e a margine. Il 28 ottobre ha sospeso temporaneamente depositi e prelievi sulla rete ETH per la manutenzione dei wallet, con la ripresa del servizio prevista in seguito. L’hack di Binance, la volatilità di Q e la rimozione delle coppie dall’exchange potrebbero mantenere i trader concentrati su rischi, liquidità e notizie relative agli exchange.
Bearish
Le notizie sono ribassiste nel breve termine perché l’hack di Binance di cui si è parlato solleva preoccupazioni sulla sicurezza degli exchange ed è coinciso con liquidazioni per circa 1,5 miliardi di dollari, per lo più relative a posizioni long con leva. Queste vendite forzate possono accentuare i cali dei prezzi e la volatilità, soprattutto quando i trader riducono la propria esposizione o spostano asset tra piattaforme. Il calo segnalato del 3,6% del valore totale del mercato crypto rafforza i segnali di un’immediata avversione al rischio.
Ci sono, tuttavia, ragioni per non presumere che si tratti di una crisi sistemica. L’articolo afferma che Binance dispone di fondi sufficienti a coprire la perdita segnalata, e alcuni osservatori di mercato sostengono che non vi sia un chiaro effetto domino né una minaccia diretta per altre società. Questo è diverso da collassi come quello di FTX, in cui l’insolvenza e le passività interconnesse hanno contribuito al contagio. Se l’incidente resta circoscritto e prelievi e negoziazioni proseguono normalmente, la reazione del mercato potrebbe attenuarsi man mano che i trader tornano a concentrarsi sulle condizioni più generali.
Nel breve termine, è prevedibile una particolare sensibilità a ulteriori comunicazioni, ai deflussi dagli exchange, ai tassi di finanziamento e ai dati sulle liquidazioni. Anche l’inversione brusca di Q e le rimozioni di coppie di trading da Binance già programmate potrebbero aumentare la volatilità specifica dei singoli token e i rischi di liquidità. Nel lungo periodo, i dettagli verificati dell’incidente e la capacità di Binance di assorbire le perdite conteranno più dei titoli iniziali. Un evento circoscritto potrebbe avere effetti duraturi limitati, mentre prove di perdite per i clienti, interruzioni operative o un’esposizione più ampia potrebbero mantenere la pressione di vendita e indebolire la fiducia negli exchange centralizzati.