Il wallet dell’hack di Binance sposta 485.270 SOL per un valore di 46 milioni di dollari

Un wallet collegato all’hack di Binance dell’ottobre 2026 ha trasferito 485.270 SOL, per un valore di circa 46 milioni di dollari, a un nuovo indirizzo, secondo Whale Alert. Il lotto rappresenta circa la metà dei 970.500 SOL ricondotti alla violazione, che al momento del furto valevano circa 96 milioni di dollari. Il proprietario del wallet di destinazione non è noto e il trasferimento non conferma che i fondi siano stati venduti. Secondo quanto riferito, l’hack di Binance ha sottratto circa 6,3 miliardi di dollari dai wallet caldi distribuiti su circa 10 blockchain. L’FBI ha attribuito l’attacco a TraderTraitor, un gruppo nordcoreano legato allo Stato. Binance ha dichiarato che avrebbe coperto le perdite dei clienti tramite il proprio fondo SAFU; secondo l’articolo, è stato coperto il 90–95% delle perdite, anche se la maggior parte degli asset rubati è ancora nelle mani degli aggressori. Il movimento potrebbe alimentare timori di pressioni di vendita a breve termine su SOL, qualora i fondi raggiungessero exchange o servizi di swap. I trader tengono d’occhio i SOL tracciati ancora in circolazione, gli eventuali trasferimenti verso gli exchange e possibili sequestri da parte delle autorità.
Bearish
Il trasferimento rappresenta un segnale di rischio a breve termine per SOL, ma non è una prova di vendita. Se i 485.270 SOL raggiungessero exchange o servizi di swap, i trader potrebbero prevedere un aumento dell’offerta e reagire vendendo. Il trasferimento dei fondi verso un wallet sconosciuto mantiene inoltre alta l’attenzione sulla possibilità di ulteriori operazioni di riciclaggio e attività on-chain. I grandi attacchi agli exchange hanno spesso suscitato immediata preoccupazione per la custodia degli asset e la stabilità del mercato, anche se la reazione dei prezzi dipende dall’effettiva liquidazione degli asset rubati. In questo caso, Binance afferma che coprirà le perdite dei clienti, il che potrebbe limitare il rischio che questi siano costretti a vendere. L’articolo riferisce inoltre che gran parte delle stablecoin rubate è stata congelata, mentre gli asset nativi come SOL non possono essere congelati centralmente. I movimenti di SOL meritano quindi di essere monitorati, ma non dimostrano che una vendita generalizzata sul mercato sia imminente. Nel breve termine, i trader potrebbero osservare i trasferimenti verso wallet noti degli exchange, le variazioni del volume di scambi di SOL, l’andamento dei prezzi e la liquidità complessiva del mercato. Se i fondi venissero congelati, sequestrati o restassero inattivi, la preoccupazione diretta per la pressione di vendita potrebbe attenuarsi. Nel lungo termine, la violazione potrebbe rafforzare i timori sulla sicurezza degli exchange e incoraggiare l’autocustodia, ma l’articolo non indica che le perdite subite dai clienti di Binance si tradurranno in vendite immediate sul mercato. La classificazione ribassista riflette la potenziale pressione sull’offerta di SOL, bilanciata dall’assenza di una vendita confermata.