I 1,42 miliardi di dollari in bitcoin dell’hacker di Binance superano la domanda degli ETF

Un hacker collegato a Binance detiene 18.270 BTC, per un valore di circa 1,42 miliardi di dollari: circa 3,2 volte i 440,7 milioni di dollari raccolti dagli ETF statunitensi spot su Bitcoin dal 26 al 29 ottobre. I bitcoin non sono stati venduti, ma una loro eventuale vendita rappresenta un consistente potenziale eccesso di offerta mentre BTC viene scambiato intorno a 77.300 dollari. Secondo quanto riportato, l’aggressore ha venduto token più piccoli, tra cui UNI, PEPE, ENA e LINK, ricavando circa 158 milioni di dollari in ETH. Binance afferma di aver accantonato oltre 6,34 miliardi di dollari per coprire le perdite e che circa 3 miliardi di dollari di fondi rubati sono stati congelati. L’exchange dichiara di acquistare asset sostitutivi, principalmente altcoin. Bitcoin è sceso a 76.500 dollari, vicino alla sua EMA a 200 giorni, pari a 76.465 dollari. I trader osservano la resistenza nell’area 80.000–80.581 dollari e il supporto a 76.465 dollari, con 74.968 dollari come ulteriore livello al ribasso. Un trasferimento dei BTC dell’hacker verso gli exchange potrebbe intensificare la pressione di vendita. L’articolo osserva che gli acquisti sostitutivi dopo l’hack di Bybit del 2025 hanno offerto solo un sostegno temporaneo, sebbene anche le condizioni generali del mercato abbiano spinto i prezzi al ribasso. Il trader Route 2 FI è abbastanza rialzista da comprare sui ribassi, ma la possibile vendita di BTC resta un rischio nel breve termine.
Bearish
Il segnale immediato del mercato è ribassista perché i 18.270 BTC dell’hacker rappresentano una potenziale fonte di offerta considerevole: circa 3,2 volte gli afflussi segnalati in quattro giorni negli ETF statunitensi spot su Bitcoin. Le monete non sono state vendute, quindi costituiscono un potenziale fattore di pressione, non vendite confermate sul mercato. Se venissero trasferite su exchange o mixer, i trader potrebbero anticipare una liquidazione e vendere prima che avvenga, con il rischio di aumentare la volatilità intorno al supporto di BTC, vicino alla EMA a 200 giorni a 76.465 $. Una chiusura giornaliera al di sotto di quel livello riporterebbe sotto i riflettori il minimo di settembre, a 74.968 $. Ci sono anche fattori compensativi. Binance afferma di disporre dei fondi necessari a coprire le perdite e di stare acquistando asset sostitutivi, mentre sono stati congelati circa 3 miliardi di dollari di fondi rubati. Tuttavia, gli acquisti sostitutivi annunciati si concentrano soprattutto sulle altcoin sottratte, quindi potrebbero non assorbire direttamente l’offerta di BTC dell’hacker. L’hack di Bybit offre un precedente da considerare con cautela: gli acquisti sostitutivi hanno sostenuto brevemente ETH, ma in seguito i prezzi sono scesi durante una più ampia svendita del mercato. Quell’episodio non dimostra che il ribasso sia stato causato dall’hack, e la stessa distinzione vale in questo caso. Nel breve periodo, è probabile che i trader monitorino un eventuale movimento dei BTC, gli aggiornamenti operativi di Binance, i flussi degli ETF e l’andamento dei prezzi sui livelli di supporto e resistenza. Un recupero sopra la EMA a 50 giorni, intorno a 80.581 $, potrebbe attenuare le preoccupazioni immediate; anche il proseguimento degli afflussi negli ETF e l’assenza di movimenti da parte dell’hacker ridurrebbero il rischio percepito. Nel lungo periodo, l’incidente potrebbe riaccendere le preoccupazioni sulla custodia presso gli exchange centralizzati e stimolare l’interesse per quelli decentralizzati, ma questo cambiamento non è garantito e non si traduce automaticamente in una domanda duratura di BTC. La classificazione ribassista riflette il rischio di offerta nel breve termine, non la certezza che l’hacker venderà o che la tendenza generale di Bitcoin sia cambiata.