L’hacker di Binance ricicla 2,2 milioni di dollari in bitcoin; 3,24 miliardi ancora tracciati

Secondo la società di analisi blockchain Elliptic, dal 1° novembre l’hacker di Binance ha instradato circa 28 BTC, per un valore di circa 2,2 milioni di dollari, attraverso 18 transazioni CoinJoin. I fondi provenivano da asset rubati nella violazione di Binance del 29 ottobre; i 18.270 BTC sottratti direttamente dall’exchange sono ancora custoditi in 19 indirizzi, ha dichiarato la società. Elliptic stima che gli indirizzi collegati al furto detengano ancora 3,24 miliardi di dollari in asset visibili on-chain, mentre circa 2,85 miliardi sono stati congelati o sequestrati: all’incirca il 44% del totale rubato, stimato dalla società in 6,43 miliardi di dollari. Il saldo tracciato non dimostra chi controlli ogni wallet, ed Elliptic ha affermato che sembra sia stato convertito in denaro contante ben poco. Binance afferma di stare reintegrando gli asset rubati con fondi aziendali e di aver raggiunto circa il 90% del reintegro entro il 31 ottobre. Il rimborso da parte dell’exchange è distinto dai tentativi degli investigatori di recuperare i fondi. L’attività CoinJoin comporta un rischio di riciclaggio e può rendere più difficile tracciare parte dei Bitcoin convertiti, ma il volume di mixing segnalato è esiguo rispetto al totale del furto.
Neutral
La notizia è neutrale per il mercato cripto nel suo complesso, con un segnale moderatamente negativo sul fronte della sicurezza e del sentiment. I 28 BTC sottoposti a mixing, pari a circa 2,2 milioni di dollari, sono una cifra esigua rispetto ai 6,43 miliardi di dollari stimati come rubati; inoltre, secondo quanto riferito, i 18.270 BTC sottratti direttamente risultano ancora fermi in 19 indirizzi. Ciò limita le prove di un’immediata pressione di vendita su larga scala su Bitcoin. CoinJoin può rendere più difficile l’attribuzione, ma il mixing non significa di per sé che i fondi siano stati venduti. Nel breve periodo, i trader potrebbero tenere d’occhio i movimenti dei wallet già collegati al furto, l’attività di deposito sugli exchange e ulteriori congelamenti o sequestri. Questi segnali possono innescare brevi fasi di volatilità su BTC e sugli asset correlati, soprattutto se gli inquirenti o gli emittenti comunicano nuovi sviluppi. L’ingente saldo visibile potrebbe inoltre mantenere viva la preoccupazione per future vendite o attività di riciclaggio, anche se l’articolo afferma che sembra essere stata convertita in denaro solo una piccola parte dei fondi. Nel lungo periodo, l’incidente ribadisce i rischi legati alla custodia degli asset sugli exchange e alla finanza illecita, con possibili effetti negativi sulla fiducia nelle piattaforme centralizzate. Tuttavia, il ripristino del 90% degli asset da parte di Binance, secondo quanto riferito, e il congelamento o il sequestro di circa il 44% del furto stimato potrebbero contribuire a contenere i timori di perdite immediate per i clienti o di uno shock incontrollato dell’offerta sul mercato. Come nei precedenti attacchi di grande portata agli exchange, la reazione del mercato dipenderà probabilmente meno dalla cifra riportata che dall’eventuale arrivo degli asset rubati sui mercati liquidi e dalla capacità dell’exchange di onorare gli obblighi verso i clienti. Sulla base dei fatti riportati, non emerge un chiaro catalizzatore direzionale per il mercato nel suo complesso.