Binance Pool chiuderà mentre i miner di Bitcoin si preparano a cambiare

Binance cesserà di gestire Binance Pool alle 07:00 UTC del 10 novembre 2026, secondo quanto annunciato dalla società il 13 ottobre. La chiusura riguarda il mining di Bitcoin, Pool Savings, Cloud Mining, Transaction Accelerator, le API dei mining pool e gli avvisi sull’hashrate. Binance ha citato una revisione dei propri prodotti e servizi, senza fornire una ragione commerciale specifica. La chiusura non influisce sulle operazioni dell’exchange Binance né sul trading spot. I miner di Bitcoin dovranno reindirizzare le proprie macchine prima della scadenza. Binance smetterà di accettare o accreditare nuove share e invii di hashrate; le share idonee inviate prima della scadenza saranno incluse nel calcolo finale delle ricompense. Gli utenti dovrebbero completare gli eventuali controlli d’identità richiesti entro le 23:59 UTC del 10 novembre, verificare le posizioni di risparmio attive e assicurarsi che i propri account possano ricevere eventuali ricompense o rimborsi spettanti, in base ai termini dei prodotti e ai requisiti di conformità. Le pagine storiche del pool dovrebbero essere chiuse il 24 novembre, quindi gli utenti dovrebbero salvare prima i dati dei propri account. L’hashrate di Bitcoin stimato di Binance Pool è sceso a circa 9,2 EH/s a ottobre, rispetto ai circa 26 EH/s di dicembre, e nell’ultima stima rappresentava meno dell’1% della rete. In un confronto di ottobre, Foundry USA, AntPool e F2Pool rappresentavano insieme circa il 64,2% dell’hashrate misurato. Binance non ha comunicato dove andranno i suoi miner: potrebbero unirsi ad altri pool, minare autonomamente o spegnere le macchine. I trader possono monitorare le variazioni dell’hashrate dei pool e delle quote dei blocchi per individuare possibili cambiamenti nella concentrazione, ma la chiusura, da sola, non dimostra un impatto diretto sul prezzo di Bitcoin.
Neutral
La chiusura incide direttamente sui servizi di mining, non sulla disponibilità di Bitcoin per gli scambi o il trading spot, e nessuno dei due riepiloghi stabilisce un effetto diretto sul prezzo. Nel breve termine, i miner devono reindirizzare le macchine e potrebbero modificare gli accordi relativi a pagamenti, commissioni e custodia. Eventuali variazioni dell’hashrate potrebbero modificare la quota di blocchi o il livello di concentrazione dei pool, ma i miner possono distribuirsi su più pool, minare autonomamente oppure spegnere le attrezzature; pertanto, i 9,2 EH/s riportati non vanno considerati come un’unica massa di hashrate che si trasferisce a un solo operatore. La rete Bitcoin continua a produrre blocchi e l’evento non modifica né il suo programma di emissione né le regole del protocollo. Nel lungo termine, un cambiamento duraturo nella concentrazione dei pool potrebbe attirare l’attenzione dei trader, poiché riguarda la struttura della rete e la scelta dei miner in materia di politiche di selezione delle transazioni. Tuttavia, i riepiloghi non forniscono prove che la chiusura ridurrà la produzione di Bitcoin o inciderà in modo significativo sulla sicurezza della rete. I trader dovrebbero monitorare i dati effettivi sull’hashrate e sulla quota di blocchi dopo la scadenza, anziché dedurre una direzione del prezzo di BTC dal solo annuncio. Le informazioni supportano una valutazione neutrale dell’impatto sul prezzo.