Binance riapre i prelievi dopo un hack da 6,3 miliardi di dollari, mentre aumentano i deflussi
Binance ha riaperto gradualmente i prelievi su 15 reti blockchain dopo una presunta violazione di un hot wallet da 6,3 miliardi di dollari tra il 29 e il 30 ottobre. Inizialmente l’exchange aveva dichiarato che i depositi restavano aperti mentre i prelievi erano sospesi; in seguito ha ripristinato l’accesso e riferito che, nell’arco di nove ore e mezza, i clienti hanno prelevato circa 4,65 miliardi di dollari e depositato 1,01 miliardi. Il deflusso netto risultante, pari a 3,64 miliardi di dollari, rappresentava circa il 2,1% dei 171 miliardi di dollari di riserve dichiarati da Binance.
Binance afferma che i fondi aziendali, compreso il suo Secure Asset Fund for Users, hanno coperto il 95% dell’importo interessato; il restante 5% è costituito da token meno liquidi e non si prevedono perdite per i clienti. La società ha pubblicato un’istantanea delle riserve e un verificatore a conoscenza zero per 10 asset. L’FBI attribuisce l’attacco alla Corea del Nord; società di analisi lo hanno collegato al gruppo TraderTraitor. Tether e Circle affermano di aver congelato circa 1,57 miliardi di dollari in USDT e oltre 800 milioni di dollari in USDC, mentre precedenti notizie stimavano in circa 3 miliardi di dollari il totale congelato dagli exchange partner. Binance non ha ancora pubblicato un rapporto completo post-mortem né chiarito lo stato di circa 3,3 miliardi di dollari di fondi che non sono stati congelati. Inizialmente la violazione ha messo sotto pressione i mercati delle criptovalute: Bitcoin è sceso di circa il 5%, sotto i 77.000 dollari. Gli operatori seguiranno l’andamento dei prelievi, le comunicazioni sulle riserve e la revisione della sicurezza per individuare eventuali rischi residui per la fiducia.
Bearish
Il segnale immediato del mercato è negativo: un attacco informatico a un exchange, secondo quanto riferito pari a 6,3 miliardi di dollari, e deflussi netti per 3,64 miliardi possono accrescere le preoccupazioni relative alla custodia, alla liquidità e al rischio di controparte. Il calo riportato di Bitcoin, di circa il 5% fino a sotto i 77.000 dollari, mostra che l’incidente ha innescato pressioni di vendita nel breve termine; una più ampia avversione al rischio potrebbe pesare anche su altri asset importanti, tra cui ETH. I deflussi sono significativi, pur rappresentando circa il 2,1% delle riserve dichiarate da Binance.
Vi sono importanti fattori attenuanti. Binance afferma di aver reintegrato il 95% dell’importo interessato e prevede che i clienti non subiscano perdite. La riapertura graduale, l’istantanea delle riserve e i fondi congelati potrebbero contribuire a stabilizzare la fiducia, se i prelievi torneranno alla normalità e le verifiche indipendenti confermeranno le dichiarazioni dell’exchange. Nel breve termine, tuttavia, ulteriori deflussi, l’incertezza sui fondi non ancora sbloccati e l’assenza di un rapporto post-mortem completo potrebbero mantenere elevata la volatilità e la pressione al ribasso. Nel lungo periodo, l’impatto sui prezzi dipenderà dagli esiti delle verifiche di sicurezza, dalla trasparenza e dal recupero della fiducia degli utenti nella custodia degli asset da parte dell’exchange. Nel complesso, l’evento è ribassista per il sentiment del mercato cripto nel breve termine, mentre i suoi effetti duraturi dipenderanno da come Binance risolverà le questioni ancora aperte.