Presto potrebbe essere difficile vendere i 18.270 BTC rubati a Binance

Il commentatore di criptovalute Tu’ao Dashi afferma che potrebbe essere difficile riciclare e vendere rapidamente i 18.270 BTC che sarebbero stati rubati a Binance, per un valore di circa 1,4 miliardi di dollari. Sottolinea che ci sono meno servizi di mixing su larga scala, che i controlli KYC sugli exchange centralizzati sono più rigorosi, che questi collaborano al congelamento degli asset e che il tracciamento on-chain è più efficace. Qualsiasi tentativo di convertire i fondi in denaro potrebbe richiedere tempo, comportare un forte sconto e presentare un rischio maggiore di intercettazione. I BTC rubati potrebbero quindi esercitare una pressione di vendita limitata nel breve termine, anche se le monete restano un potenziale fattore di pressione sul mercato. He Yi, cofondatrice di Binance, ha dichiarato che l’exchange avrebbe dato la caccia ai fondi.
Neutral
Il rapporto suggerisce che è improbabile che i 18.270 BTC rubati vengano venduti rapidamente, il che potrebbe limitare l’immediata pressione ribassista su Bitcoin. Si tratta tuttavia di una valutazione della difficoltà di convertire i fondi in denaro contante, non della conferma che non possano essere trasferiti o venduti. I trader potrebbero comunque monitorare i wallet, gli afflussi sugli exchange e qualsiasi annuncio relativo a congelamenti o al recupero dei fondi. Furti simili su larga scala hanno spesso innescato brevi periodi di volatilità, mentre i mercati reagivano ai timori di una possibile vendita massiccia; l’impatto effettivo è dipeso dal fatto che gli asset rubati siano arrivati sugli exchange o siano stati venduti. Nel breve termine, gli ostacoli al riciclaggio menzionati e la ricerca dei fondi da parte di Binance sconsigliano di considerare queste monete come un’immediata offerta in vendita. Nel lungo termine, l’incidente potrebbe pesare sulla fiducia nella sicurezza degli exchange e indurre a un esame più approfondito dei flussi di fondi, ma l’articolo non fornisce prove di ripercussioni più ampie sul mercato. Sulla base delle informazioni disponibili, è più appropriata una classificazione neutrale che una previsione direzionale.