Binance afferma che i suoi 10 principali asset sono interamente coperti dopo l’incidente da 6,34 miliardi di dollari
Binance afferma che i 10 asset più detenuti dagli utenti sono coperti 1:1 dopo un incidente di sicurezza che, secondo quanto riportato, sarebbe costato circa 6,34 miliardi di dollari. Gli asset sono BTC, ETH, USDT, BNB, SOL, USDC, XRP, USD1, RLUSD e ZEC.
L’exchange afferma di aver coperto circa il 90% dell’impatto dell’incidente utilizzando una parte del fondo SAFU e fondi aziendali. Il restante 10%, composto in gran parte da token meno liquidi, è ancora in fase di gestione tramite acquisti sul mercato e operazioni over-the-counter.
Binance ha pubblicato una nuova istantanea della Proof of Reserves il 31 ottobre 2026 e afferma che entro il 3 novembre è prevista una verifica più dettagliata basata su zk-SNARK e alberi di Merkle. La precedente istantanea, datata 1° ottobre, mostrava rapporti di riserva pari o superiori al 100% per i principali asset; gli asset dei clienti ammontavano a circa 129,4 miliardi di dollari, a fronte di circa 135,8 miliardi di riserve on-chain.
I prelievi, sospesi durante una verifica di sicurezza, dovrebbero riprendere gradualmente a partire dal 1° novembre. I trader seguiranno con attenzione la ripresa dei prelievi, la proof of reserves verificabile in modo indipendente e la capacità di Binance di colmare il deficit residuo.
Neutral
Le notizie sono contrastanti, quindi una valutazione neutrale del mercato è la più appropriata. L’affermazione di Binance secondo cui gli asset dei suoi dieci principali utenti sono interamente coperti, insieme alla riapertura graduale dei prelievi, potrebbe attenuare le preoccupazioni immediate sulla solvibilità e ridurre il rischio di prelievi dettati dal panico. Ciò potrebbe sostenere la fiducia in BNB e il sentiment generale del mercato delle criptovalute nel breve periodo.
Tuttavia, l’impatto segnalato, pari a 6,34 miliardi di dollari, è considerevole; circa il 10% resta irrisolto e non si prevede che la verifica crittografica dettagliata dell’exchange venga pubblicata prima del 3 novembre. I trader potrebbero mantenere un atteggiamento prudente finché non saranno pubblicate le prove e i prelievi non torneranno a funzionare normalmente. In precedenti episodi di timori sulla sicurezza e sulla solvibilità degli exchange, le rassicurazioni possono calmare i mercati, ma la fiducia dipende spesso da dati verificabili sulle riserve e sulle passività, non dalle sole dichiarazioni.
Nel breve periodo, gli scambi potrebbero quindi essere influenzati dagli aggiornamenti sui prelievi, dalle prove di prossima pubblicazione e dai flussi negli asset legati all’exchange, come BNB. Una verifica credibile e completa potrebbe ridurre le preoccupazioni sui rischi di controparte; ritardi, discrepanze o ulteriori restrizioni ai prelievi potrebbero riaccendere la pressione di vendita e la volatilità. La prova delle riserve è solo un’istantanea e la sua utilità dipende dalla completezza e accuratezza della rendicontazione delle passività: da sola, quindi, non dimostra la piena solidità finanziaria dell’exchange.