Spinta alla CLARITY Act: Tesoro/SEC/CFTC premono sul markup del Senato sui rendimenti delle stablecoin
L'amministrazione Trump e i regolatori statunitensi hanno lanciato una campagna coordinata per costringere la Commissione bancaria del Senato a programmare una rimarchevole sessione di markup del CLARITY Act, con l'obiettivo di definire regole più chiare sulle criptovalute negli USA prima delle elezioni di medio termine del 2026. Il Dipartimento del Tesoro, il Consiglio dei Consulenti Economici della Casa Bianca, la SEC e la CFTC hanno pubblicato rapporti, editoriali e proposte di regole per esercitare pressione sui legislatori dopo che il disegno di legge è rimasto inattivo per quasi un anno.
Figure chiave —il Segretario del Tesoro Scott Bessent, il Presidente della SEC Paul Atkins e il Presidente della CFTC Mike Selig— affermano che la pianificazione per l'implementazione è già in corso tramite il “Project Crypto”. Sostengono che una volta che il Congresso agirà, gli asset sufficientemente decentralizzati possono passare dalla supervisione della SEC sui titoli alla supervisione della CFTC come commodity digitali.
La più grande disputa all'interno del CLARITY Act riguarda le stablecoin, in particolare se debbano essere consentite stablecoin che producono rendimento. Il Consiglio dei Consulenti Economici della Casa Bianca sostiene che vietare i rendimenti delle stablecoin avrebbe solo un impatto fiscale limitato sui prestiti bancari (stimato in circa 2,1 miliardi di dollari) ma potrebbe creare perdite di benessere per i consumatori.
Allo stesso tempo, i regolatori stanno applicando una “mannaia” di conformità. FinCEN e OFAC hanno proposto controlli più severi sulle stablecoin nell'ambito del GENIUS Act, trattando gli emittenti di stablecoin come “istituzioni finanziarie” ai fini della conformità AML/sanzioni e richiedendo capacità tecniche per bloccare, congelare o rifiutare transazioni legate ad attività illegali o sanzionate.
Per i trader, la spinta al CLARITY Act è un potenziale catalizzatore a medio termine perché potrebbe ridurre l'incertezza normativa e sostenere il posizionamento istituzionale. Nel breve termine, tuttavia, una conformità più rigida sulle stablecoin potrebbe restringere i flussi e aggiungere volatilità se il Senato rimane politicamente bloccato o se le regole sulle stablecoin risultano restrittive.
Neutral
Questo titolo normativo presenta due forze contrastanti per l'azione del prezzo. Positivamente, la spinta al CLARITY Act dalla Casa Bianca, dal Tesoro, dalla SEC e dalla CFTC segnala una maggiore probabilità di risolvere la sovrapposizione di supervisione tra SEC e CFTC e di ridurre l'incertezza: condizioni che tipicamente supportano il posizionamento istituzionale e migliorano la profondità del mercato nel tempo. Tuttavia, gli ultimi dettagli aggiungono una limitazione nel breve termine: controlli più severi sulle stablecoin nell'ambito del GENIUS Act (FinCEN/OFAC) potrebbero restringere l'emissione e l'infrastruttura delle transazioni, specialmente se i requisiti di conformità aumentano l'attrito operativo o riducono l'utilità delle stablecoin.
Nel complesso, i trader potrebbero osservare un movimento guidato dal titolo quando il calendario per la markup diventerà più concreto, ma l'effetto netto sul prezzo spot delle criptovalute probabilmente sarà misto fino a quando il Comitato Bancario del Senato non fisserà la votazione e non si conoscerà il linguaggio finale sui rendimenti delle stablecoin e sulle regole di conformità. Un continuo stallo politico manterrebbe elevata l'incertezza, limitando il seguito rialzista.