Bitcoin si avvicina alla soglia di rischio di 76.540 dollari mentre Galaxy afferma che il mercato ribassista potrebbe essere finito

Galaxy Research afferma che Bitcoin potrebbe aver toccato il fondo a giugno ed essere entrato in una fase di accumulo a lungo termine, nonostante BTC sia recentemente sceso sotto gli 80.000 dollari. Alex Thorn, responsabile della ricerca, indica cinque chiusure settimanali consecutive sopra la media mobile a 50 settimane e un calo di quasi il 49% dal 2024 nei trasferimenti mensili di Bitcoin detenuti da almeno cinque anni, segnali di una minore pressione di vendita. Anche le posizioni nette lunghe dei gestori patrimoniali sul CME sono diminuite di circa il 57% rispetto al picco del 2025, mentre gli ETF spot statunitensi su Bitcoin hanno aggiunto circa 87.000 BTC da giugno. I flussi degli ETF restano tuttavia volatili: tra il 22 e il 23 ottobre si sono registrati deflussi netti per circa 773 milioni di dollari, seguiti da un afflusso di 110,3 milioni il 26 ottobre. La tesi di Galaxy perderebbe forza se Bitcoin chiudesse sotto la media a 50 settimane e poi non riuscisse a riconquistarla entro un mese. Al momento del rapporto, il livello citato era di circa 76.540 dollari; il 27 ottobre BTC era intorno a 79.636 dollari, circa il 3,9% sopra tale quota. I trader osservano questo supporto e la domanda degli ETF, ricordando però che i trasferimenti on-chain non significano necessariamente che le monete siano state vendute e che i modelli tecnici del passato non garantiscono guadagni futuri.
Neutral
Il rapporto offre un segnale di lungo periodo cautamente costruttivo, ma non conferma un’inversione del mercato. Le ripetute chiusure settimanali di Bitcoin sopra la media mobile a 50 settimane, il calo dei trasferimenti di monete rimaste inattive a lungo e la riduzione delle posizioni nette lunghe su CME potrebbero indicare un’attenuazione della pressione di vendita e della speculazione con leva finanziaria. La crescita delle detenzioni degli ETF proseguita da giugno suggerisce inoltre che permane una certa domanda istituzionale di lungo periodo. Questi fattori potrebbero favorire l’accumulazione e ridurre nel tempo il rischio di vendite forzate. Nel breve periodo, tuttavia, la vicinanza di BTC al livello di 76.540 dollari citato da Galaxy espone il mercato a un test del supporto. I flussi degli ETF hanno oscillato bruscamente e Bitcoin resta molto al di sotto del suo massimo storico dichiarato. Una chiusura settimanale sotto la media mobile, seguita da un mese senza recupero, indebolirebbe la tesi rialzista; un breve calo intraday, da solo, non soddisferebbe la condizione di invalidazione indicata da Galaxy. I trader potrebbero quindi considerare quel livello un indicatore di rischio, anziché un minimo garantito, con una possibile intensificazione della volatilità in prossimità delle chiusure settimanali e della pubblicazione dei dati sui flussi degli ETF. I precedenti recuperi sopra la media a 50 settimane dopo periodi prolungati al di sotto di essa offrono un termine di paragone storico, ma il campione è ridotto e non può prevedere l’andamento di questo ciclo. Inoltre, i trasferimenti di monete datate non dimostrano che siano state vendute. Nel complesso, gli elementi sono contrastanti: indicano la possibile formazione di una fase di accumulazione di lungo periodo, mentre l’andamento dei prezzi nel breve termine e la domanda discontinua di ETF sconsigliano di considerare definitivamente concluso il mercato ribassista.