Bitcoin tiene retto sopra gli 80.000 dollari, mentre incombono la decisione della Fed e i flussi di capitali

Bitcoin è rimbalzato avvicinandosi agli 83.000 dollari all’inizio del periodo, per poi arretrare e scambiare intorno agli 80.800 dollari in vista della decisione della Federal Reserve del 28 ottobre. Nell’arco di 24 ore ha oscillato tra 79.416 e 81.159 dollari. I trader osservano se Bitcoin riuscirà a mantenere il supporto vicino agli 80.000 dollari e a riconquistare la resistenza tra 81.400 e 82.500 dollari. Una ripresa più solida potrebbe portare sotto i riflettori quota 84.400–85.000 dollari, mentre i supporti più in basso si trovano intorno a 78.000 e 76.000 dollari. I flussi degli ETF spot su Bitcoin sono stati volatili. Il 19 ottobre i fondi hanno registrato afflussi netti per 526,7 milioni di dollari, invertendo i deflussi della seduta precedente. In seguito, il 26 ottobre hanno raccolto 110,3 milioni di dollari dopo due sedute di prelievi per un totale di circa 773,5 milioni; il giorno successivo gli afflussi sono rallentati a circa 24,54 milioni. Santiment ha inoltre segnalato deflussi netti dagli exchange pari a 14.942 BTC, il maggior prelievo giornaliero delle ultime cinque settimane. Questi flussi potrebbero ridurre la pressione di vendita nel breve termine, ma non confermano un’accumulazione duratura. I mercati si aspettano in larga misura che la Fed mantenga i tassi al 3,75%–4,00%. Le sue indicazioni, insieme ai dati statunitensi su inflazione ed economia, potrebbero influenzare la liquidità e la propensione al rischio. Le preoccupazioni geopolitiche, comprese le notizie su una possibile azione militare statunitense contro l’Iran, aggiungono incertezza e potrebbero far salire i prezzi del petrolio, riaccendendo i timori d’inflazione. La direzione di Bitcoin nel breve termine potrebbe quindi dipendere dai messaggi della Fed, dalla domanda di ETF e dalla capacità degli acquirenti di difendere il supporto.
Neutral
I segnali per Bitcoin sono contrastanti e giustificano una valutazione neutrale nel breve termine. Gli afflussi negli ETF registrati in diverse date e i deflussi dagli exchange segnalati potrebbero indicare una ripresa della domanda e attenuare l’immediata pressione di vendita. Tuttavia, i flussi sono stati discontinui e i soli dati degli exchange non dimostrano un’accumulazione sostenuta. Bitcoin resta inoltre al di sotto della zona di resistenza compresa tra 81.400 e 82.500 $, mentre il supporto intorno a 80.000 $ è sotto osservazione. Nel breve termine, la decisione della Fed sui tassi e le sue indicazioni potrebbero alimentare la volatilità. È ampiamente previsto che i tassi restino invariati, quindi i trader potrebbero concentrarsi sulle prospettive della Fed e sui prossimi dati relativi a inflazione e crescita. L’aumento dei prezzi del petrolio legato alle tensioni geopolitiche potrebbe rafforzare le preoccupazioni sull’inflazione e pesare sulla propensione al rischio. Una rottura al di sotto del supporto potrebbe innescare ulteriori vendite verso 78.000 $ o 76.000 $; un movimento sostenuto sopra la resistenza migliorerebbe le prospettive di ripresa. Nel più lungo termine, la prosecuzione della domanda di ETF e livelli di prezzo più solidi potrebbero sostenere Bitcoin, ma poche sedute con flussi positivi non bastano a confermare una tendenza duratura.