Bitcoin alla prova degli 80.000 dollari in vista della Fed e dei risultati delle aziende tech

Bitcoin inizia la settimana vicino agli 80.000 dollari, mentre i trader valutano la decisione della Federal Reserve sui tassi, i dati sull’inflazione statunitense e i risultati delle principali aziende tecnologiche. I mercati attribuiscono una probabilità superiore al 90% al mantenimento dei tassi da parte della Fed nell’intervallo 3,75%-4% mercoledì, mentre i dati sull’inflazione PCE e sul PIL statunitense, attesi giovedì, potrebbero modificare le aspettative. Il Brent è sceso a circa 110 dollari al barile dopo aver raggiunto i 117. Nel fine settimana Bitcoin è sceso fino a 79.145 dollari, innescando liquidazioni di posizioni long per quasi 150 milioni di dollari nell’arco di due ore. Le perdite di ottobre si attestavano intorno al 4%, mettendo Bitcoin sulla strada per il secondo ottobre consecutivo in calo. I dati di mercato mostravano ordini di acquisto vicino a 79.300 dollari e ordini di vendita intorno a 81.000. L’analista Benjamin Cowen ha avvertito che Bitcoin potrebbe restare sotto pressione fino alla fine dell’anno. Gli investitori seguono inoltre la debolezza del KOSPI sudcoreano e del Nasdaq, mentre le preoccupazioni per la spesa legata all’intelligenza artificiale pesano sui titoli tecnologici. Microsoft e Alphabet pubblicheranno i risultati mercoledì, seguite da Amazon e Intel giovedì. Una discesa sostenuta sotto gli 80.000 dollari potrebbe intensificare le vendite, mentre i dati macroeconomici e i risultati aziendali potrebbero alimentare la volatilità di Bitcoin e dei mercati più ampi degli asset rischiosi.
Bearish
Le prospettive a breve termine per Bitcoin sono ribassiste. Il prezzo è sceso sotto il livello psicologicamente importante di 80.000 dollari e, durante un brusco calo nel fine settimana, sono state liquidate posizioni long per quasi 150 milioni di dollari. Questo può amplificare la volatilità, poiché i trader con leva riducono la propria esposizione. L’articolo descrive inoltre la debolezza dei titoli tecnologici e del KOSPI, segnale di una maggiore cautela verso gli asset rischiosi che potrebbe pesare sulla domanda di criptovalute. Ci si aspetta ampiamente che la Fed lasci invariati i tassi, quindi la decisione in sé potrebbe essere già scontata dal mercato. Tuttavia, le indicazioni della Fed e i dati sull’inflazione PCE e sul PIL in uscita giovedì potrebbero ancora modificare le aspettative sui tassi d’interesse e innescare reazioni brusche sui mercati. Un’inflazione più alta o commenti più restrittivi potrebbero mettere sotto pressione Bitcoin; dati più moderati potrebbero sostenere la propensione al rischio. Anche i risultati delle società tecnologiche statunitensi rappresentano un potenziale catalizzatore, soprattutto se gli investitori non saranno convinti che la spesa per l’IA genererà rendimenti. Le precedenti fasi di mercato mostrano che Bitcoin può scendere insieme alle azioni quando gli investitori riducono il rischio, anche in assenza di notizie specifiche rilevanti sul settore cripto. Una rottura netta e duratura sotto gli 80.000 dollari potrebbe innescare ulteriori stop loss e liquidazioni. Al contrario, gli acquisti segnalati intorno a 79.300 dollari e un recupero sopra gli 81.000 dollari potrebbero attenuare la pressione ribassista immediata. Nel lungo periodo, l’articolo non indica cambiamenti decisivi nei fondamentali di Bitcoin; le prospettive dipendono dalle condizioni macroeconomiche, dalla liquidità e dalla capacità del mercato di superare la resistenza vicina a 87.000 dollari. La classificazione ribassista riflette quindi l’attuale andamento dei prezzi e i rischi a breve termine, non la certezza di un calo prolungato.