Bitcoin mette alla prova quota 81.000 dollari mentre l’avversione al rischio pesa sulle criptovalute

Bitcoin è tornato vicino alla base di costo degli ETF di 81.000 dollari, che Glassnode considera un livello di supporto fondamentale. Una chiusura prolungata al di sotto potrebbe esporre la fascia dei 70.000 dollari. La dominanza di Bitcoin è salita al 60%, mentre i token più piccoli hanno registrato risultati inferiori; inoltre, Bitcoin è sceso sotto gli 82.000 dollari dopo aver superato brevemente gli 84.000. Secondo gli analisti, i flussi degli ETF tendono a seguire i movimenti dei prezzi, anziché anticiparli, perciò i trader osservano i flussi dei fondi e i segnali della Federal Reserve per capire la direzione del mercato. Tra i rischi più ampi figurano lo stallo dei colloqui sullo stretto di Hormuz, l’aumento dei prezzi del petrolio, l’allargamento degli spread creditizi nel settore tecnologico e una forte vendita di azioni sudcoreane. Queste pressioni potrebbero pesare sugli asset rischiosi, comprese le criptovalute. Nel frattempo, un aggiornamento proposto per Ethereum potrebbe ridurre la finalizzazione delle transazioni da circa 16 minuti a quattro, anche se il piano è ancora in fase iniziale. Gli sviluppi del settore crypto sono stati contrastanti. Andreessen Horowitz ha rinominato il proprio fondo crypto a16z Frontier, affermando che continuerà a investire nelle criptovalute insieme ad altre tecnologie emergenti. Coinbase ha avvertito che le norme proposte nel Regno Unito potrebbero di fatto limitare l’accesso alla DeFi tramite piattaforme regolamentate. Fireblocks ha smentito le trattative con Visa per un’acquisizione. Separatamente, investigatori on-chain e ZachXBT hanno espresso preoccupazione per i movimenti di fondi e la divulgazione di informazioni da parte di CoinDCX; le accuse non sono state verificate in modo indipendente nei resoconti. Nel complesso, il livello di supporto di Bitcoin, i rischi macroeconomici e gli sviluppi normativi sono segnali chiave per le operazioni nel breve periodo.
Bearish
Il quadro dei segnali a breve termine è ribassista. Bitcoin sta mettendo alla prova il prezzo medio di carico degli ETF, pari a 81.000 dollari, e Glassnode avverte che una rottura sostenuta al ribasso potrebbe aprire la strada verso l’area dei 70.000 dollari. La perdita di un supporto chiave può innescare vendite legate agli stop-loss e ridurre la propensione dei trader a mantenere posizioni con leva. Una dominanza di Bitcoin vicina al 60%, insieme a perdite più marcate nei token minori, indica inoltre un posizionamento difensivo piuttosto che una diffusa propensione al rischio. Il contesto macroeconomico aggiunge pressione: lo stallo dei negoziati geopolitici e l’aumento dei prezzi del petrolio alimentano le preoccupazioni per energia e inflazione, mentre l’ampliamento degli spread creditizi nel settore tecnologico e la forte svendita delle azioni coreane suggeriscono che l’avversione al rischio si stia diffondendo sui mercati. Nei precedenti episodi di avversione al rischio, le criptovalute hanno spesso seguito più da vicino l’andamento delle azioni, e la performance più debole delle altcoin può amplificare i ribassi del mercato quando la liquidità si assottiglia. Secondo la ricerca citata, i flussi degli ETF non sono un indicatore anticipatore affidabile; i trader dovrebbero quindi evitare di considerare afflussi o deflussi isolati come conferma di una tendenza. Vi sono anche fattori di segno opposto. La proposta di aggiornamento della finalità di Ethereum, il continuo investimento di venture capital nella tecnologia legata alle criptovalute e l’interesse istituzionale per le infrastrutture degli asset digitali possono sostenere l’adozione nel lungo periodo. Tuttavia, questi sviluppi sono ancora in fase iniziale o non confermati, ed è improbabile che da soli compensino la pressione macroeconomica immediata. Anche l’incertezza normativa sull’accesso alla DeFi nel Regno Unito e le accuse relative a CoinDCX potrebbero pesare sulla fiducia, sebbene le affermazioni su CoinDCX restino accuse. Nel breve termine, occorre osservare se Bitcoin tiene o perde l’area degli 81.000 dollari, la persistenza dei flussi degli ETF, la stabilità dei mercati azionari e i segnali della Federal Reserve. Un recupero sostenuto di quel livello potrebbe attenuare la pressione al ribasso e favorire un rimbalzo di sollievo; una rottura netta verso il basso potrebbe accelerare la riduzione della leva ed esporre l’area dei 70.000 dollari. Nel lungo periodo, i progressi nell’adozione e nelle infrastrutture restano favorevoli, ma la stabilità del mercato dipende dalle condizioni macroeconomiche e da una regolamentazione più chiara e duratura.