Bitcoin resta sopra gli 81.000 dollari mentre la Fed mantiene i tassi invariati

Bitcoin è rimasto sopra gli 81.000 dollari ed Ethereum ha scambiato sopra i 2.350 dollari dopo che la Federal Reserve statunitense ha mantenuto il tasso d’interesse di riferimento al 3,75%-4,00%. Il Federal Open Market Committee ha votato 10-2 per lasciare invariati i tassi, come previsto; due membri erano favorevoli a un aumento di 0,25 punti percentuali. Il presidente Kevin Warsh ha dichiarato che le decisioni future dipenderanno dai dati in arrivo. Le borse statunitensi sono salite per la terza seduta consecutiva, mentre le oscillazioni dei prezzi delle criptovalute si sono attenuate. In 24 ore Bitcoin ha oscillato tra 80.397 e 81.823 dollari; Ethereum tra 2.323 e 2.392 dollari. Solana ha guadagnato lo 0,56%, raggiungendo 101,82 dollari, mentre XRP ha perso lo 0,63%, scendendo a 1,3204 dollari. Il Crypto Fear & Greed Index è rimasto invariato a 51, in territorio neutrale. L’RSI giornaliero di Bitcoin era neutrale a 47,6, mentre il valore di Ethereum, pari a 38,9, indicava uno slancio più debole. Entrambi sono rimasti al di sotto delle medie mobili a 20 e 50 giorni, ma sopra quelle a 200 giorni. I trader seguono la riunione della Fed di dicembre e i risultati delle principali aziende tecnologiche alla ricerca di nuovi catalizzatori. Nel breve termine, si prevede che le contrattazioni crypto rimangano entro un intervallo.
Neutral
L’impatto immediato sul mercato è neutrale. La decisione della Fed di mantenere invariati i tassi era ampiamente attesa e ha quindi generato poco slancio per le criptovalute legato all’effetto sorpresa. Il fatto che Bitcoin resti sopra gli 81.000 dollari e che Ethereum sia risalito sopra i 2.350 dollari indica resilienza, mentre gli intervalli di negoziazione più ristretti e un indice Fear & Greed pari a 51 riflettono un sentiment prudente ed equilibrato, anziché una rottura decisiva. Nel breve termine, i trader potrebbero considerare l’esito della Fed e il rialzo delle azioni statunitensi un sostegno moderato per gli asset rischiosi, ma l’andamento dei prezzi resta tecnicamente contrastato. Bitcoin è sotto le medie mobili a 20 e 50 giorni, mentre l’RSI più debole di Ethereum e la sua posizione al di sotto di quelle medie indicano che le pressioni persistono. I livelli chiave individuati nell’articolo includono un supporto per Bitcoin intorno a 79.800–79.200 dollari e una resistenza vicino a 81.900 dollari, seguita da una a 84.100 dollari. Per Ethereum, il supporto si trova intorno a 2.303–2.282 dollari, con resistenze a circa 2.420 e 2.536 dollari. Una rottura di questi livelli potrebbe riattivare lo slancio o innescare liquidazioni; fino ad allora, è più probabile una negoziazione in un intervallo laterale. Decisioni simili della Fed hanno spesso prodotto una reazione iniziale contenuta quando erano già scontate dal mercato; i movimenti successivi sono stati determinati soprattutto dalle indicazioni di politica monetaria, dai dati economici, dai rendimenti dei Treasury e dai risultati aziendali. Nel lungo periodo, l’approccio della Fed basato sui dati lascia aperto lo scenario: elementi a favore di una politica più accomodante potrebbero sostenere la propensione al rischio, mentre un’inflazione persistente o nuovi timori di rialzi dei tassi potrebbero pesare sulle criptovalute. L’articolo sostiene quindi una visione neutrale: i trader osservano i fattori macroeconomici e i livelli tecnici, senza considerare il mantenimento dei tassi un forte segnale direzionale.