L’esposizione delle chiavi pubbliche di Bitcoin raggiunge i 6,26 milioni di BTC
Il riutilizzo degli indirizzi Bitcoin riguarda ormai 4,33 milioni di BTC, rispetto ai 3,79 milioni di un anno fa, pari al 21,5% dell’offerta in circolazione, secondo i dati di Glassnode riportati da PANews. Includendo gli output legacy Pay-to-Public-Key e quelli Taproot, 6,26 milioni di BTC — il 31,2% dell’offerta — sono detenuti in output con chiavi visibili pubblicamente. Glassnode afferma che questa quota più ampia è al livello più alto dal 2016 circa, in aumento rispetto al 24,8% dei primi mesi del 2021.
Gli exchange detengono circa 1,79 milioni di BTC con chiavi visibili. L’esposizione stimata varia da circa il 10% dei BTC di Coinbase all’83% di Binance e al 100% di Bitfinex. Circa 1,10 milioni di BTC attribuiti a Satoshi Nakamoto restano in output P2PK legacy. La visibilità della chiave pubblica non significa che i fondi siano stati rubati o che le chiavi private siano compromesse, ma i dati mettono in evidenza il riutilizzo degli indirizzi e le pratiche di custodia. Spostare i fondi su nuovi indirizzi può ridurre l’esposizione legata agli indirizzi riutilizzati, anche se le migrazioni su larga scala richiedono pianificazione e comportano commissioni di transazione.
Neutral
I dati indicano una crescente preoccupazione per il riutilizzo degli indirizzi Bitcoin e l’esposizione delle chiavi pubbliche, ma non segnalano furti, violazioni di chiavi private o una minaccia diretta alla rete. La sola visibilità delle chiavi pubbliche non dimostra che i fondi siano vulnerabili, quindi è improbabile che questi dati modifichino nell’immediato i fondamentali di Bitcoin o l’offerta sul mercato. Nel breve periodo, i trader potrebbero prestare attenzione alle pratiche di custodia degli exchange e a eventuali annunci di migrazioni dei wallet, che potrebbero suscitare preoccupazione temporanea o generare attività on-chain. Nel lungo periodo, una migliore gestione degli indirizzi e migrazioni pianificate potrebbero migliorare le pratiche di sicurezza, ma spostare grandi saldi comporta commissioni e richiede una pianificazione operativa. In assenza di prove di fondi compromessi o di vendite forzate, l’effetto diretto previsto sul prezzo di BTC e sulla stabilità del mercato è neutrale.