Bitcoin scende sotto gli 80.000 dollari mentre i rischi legati all’Iran pesano sulle criptovalute
Nel fine settimana Bitcoin è sceso sotto gli 80.000 dollari, dopo che le notizie sull’evacuazione di personale statunitense dal Medio Oriente hanno alimentato i timori di una possibile escalation con l’Iran. Bitcoin ha perso circa il 2,4% nell’arco della settimana, mentre anche Ethereum, Solana e altre principali criptovalute sono scese. Nell’ultimo mese Bitcoin si è dimostrato più resiliente di molte altcoin a grande capitalizzazione, ma l’incertezza geopolitica sta aggiungendo pressione ai mercati delle criptovalute.
I trader si trovano ad affrontare un fitto calendario macroeconomico, con le decisioni sui tassi d’interesse della Federal Reserve, della Banca centrale europea e della Banca del Giappone, oltre ai dati sul PIL statunitense e sull’inflazione PCE. Anche i risultati di Robinhood, Coinbase e Strategy potrebbero influenzare il sentiment. Venerdì gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato deflussi per 138 milioni di dollari, sebbene il saldo netto settimanale sia rimasto positivo, con afflussi di circa 300 milioni.
Separatamente, il bot di trading di Solana Bloom ha dichiarato che un exploit ha sottratto circa 947.000 dollari da 49 wallet appartenenti a nove utenti. Il team ha affermato che le chiavi private non sono state compromesse e ha promesso un rimborso integrale. Pump.fun ha inoltre annunciato una competizione di trading della durata di due settimane, con un montepremi di 2,5 milioni di dollari. La direzione di Bitcoin nel breve termine potrebbe dipendere dagli sviluppi geopolitici, dai dati macroeconomici e dai flussi degli ETF.
Bearish
Il bilancio dei rischi nel breve termine è ribassista. La discesa di Bitcoin sotto gli 80.000 dollari è avvenuta in un contesto di crescenti preoccupazioni geopolitiche, e l’articolo segnala perdite settimanali per le principali criptovalute. Questi episodi di avversione al rischio hanno spesso spinto i trader a ridurre la leva finanziaria e a orientarsi verso la liquidità o asset più liquidi, aumentando la volatilità dei mercati crypto. I deflussi di 138 milioni di dollari dagli ETF spot su Bitcoin registrati venerdì aggiungono un segnale di cautela nel breve termine, anche se i flussi netti settimanali positivi, pari a circa 300 milioni di dollari, dimostrano che la domanda istituzionale non è venuta meno.
Le prossime decisioni delle banche centrali e i dati sul PIL statunitense e sul PCE potrebbero modificare rapidamente le aspettative sui tassi e il posizionamento del mercato. Segnali più restrittivi o un peggioramento delle notizie geopolitiche potrebbero prolungare le vendite; dati sull’inflazione più moderati o un allentamento delle tensioni potrebbero favorire un rimbalzo. L’exploit di Bloom è una battuta d’arresto sul piano della sicurezza specifica del progetto, non la prova di un problema più ampio della rete Solana, ma potrebbe aumentare l’attenzione sui bot di trading e sulle applicazioni on-chain. La concorrenza di Pump.fun può generare attività nel suo ecosistema, ma difficilmente riuscirà da sola a compensare la pressione di mercato determinata dai fattori macroeconomici. Nel lungo periodo, i flussi verso gli ETF e l’adozione restano importanti fattori di sostegno, mentre l’incertezza geopolitica e normativa continua a essere una fonte di volatilità.