Bitcoin scende sotto gli 80.500 dollari mentre vengono liquidate posizioni long in criptovalute per 315 milioni
Bitcoin è sceso verso gli 80.500 dollari, mentre Ethereum ha oscillato intorno ai 2.375 dollari, al di sotto della soglia dei 2.400 dollari. I ribassi sono arrivati in un clima di cautela, dopo le perdite sui mercati statunitensi e il rialzo dei prezzi del petrolio legato alla ripresa delle tensioni in Medio Oriente.
I dati di CoinGlass hanno mostrato che, nell’arco di 24 ore, sono state liquidate posizioni in criptovalute per circa 315 milioni di dollari, di cui circa 248 milioni in posizioni long. Ethereum ha registrato il maggior volume di liquidazioni tra i singoli token, con circa 61,2 milioni di dollari, seguito da Bitcoin con 52,4 milioni. Anche Solana e XRP sono scesi.
La chiusura giornaliera di Bitcoin è stata inferiore alle medie mobili a 20 e 50 giorni, mentre il MACD ha mostrato segnali ribassisti. La banda inferiore di Bollinger, intorno a 79.889 dollari, rappresenta un importante supporto da monitorare. Anche Ethereum è rimasto al di sotto delle medie a 20 e 50 giorni e il suo RSI a 38,5 ha indicato un momentum più debole. Gli operatori seguono il livello di 80.000 dollari di Bitcoin, gli sviluppi in Medio Oriente, la politica della Federal Reserve e i prossimi dati economici. L’Indice di Paura e Avidità è salito leggermente a 51, rimanendo in territorio neutrale.
Bearish
I segnali immediati del mercato sono ribassisti. Bitcoin ed Ethereum vengono scambiati al di sotto delle principali medie mobili di breve periodo, mentre le liquidazioni nelle 24 ore, pari a circa 315 milioni di dollari, si sono concentrate in larga misura sulle posizioni long. Queste vendite forzate possono accentuare i ribassi nel breve periodo, soprattutto quando i trader utilizzano la leva finanziaria e i prezzi si avvicinano a livelli molto seguiti, come la soglia di 80.000 dollari per Bitcoin e quella di 2.400 dollari per Ethereum. La debolezza segnalata di SOL e XRP indica inoltre una pressione diffusa, anziché un movimento isolato.
Le ondate di vendite causate dalle liquidazioni hanno spesso generato una forte volatilità intraday: il calo dei prezzi innesca liquidazioni di posizioni a margine, che aggiungono ulteriore pressione di vendita. Tuttavia, i soli volumi di liquidazione non dimostrano l’esistenza di una tendenza duratura. L’RSI di Bitcoin resta in territorio neutrale e anche il Fear and Greed Index, a 51, è neutrale: ciò suggerisce che il sentiment si è indebolito, ma non è arrivato a livelli di paura estrema. Una tenuta prolungata vicino alla banda di Bollinger inferiore di Bitcoin, a 79.889 dollari, oppure un recupero al di sopra delle medie mobili di breve periodo potrebbero ridurre la pressione al ribasso.
Nel breve periodo, i trader potrebbero continuare a muoversi con cautela e a monitorare i livelli di supporto, i tassi di finanziamento e l’interesse aperto, oltre agli sviluppi in Medio Oriente e ai prezzi del petrolio. Costi energetici più elevati potrebbero rafforzare i timori inflazionistici e influire sulle aspettative relative alla politica della Federal Reserve, penalizzando gli asset rischiosi. Nel lungo periodo, l’articolo non fornisce prove di un cambiamento nei fondamentali delle criptovalute; la direzione del mercato dipenderà dalla tenuta dei supporti e dall’evoluzione dei rischi macroeconomici e geopolitici.