Bitcoin rischia di porre fine al mercato rialzista se scende sotto i 75.500 dollari
Bitcoin deve mantenersi sopra i 75.500 dollari per preservare la sua struttura di recupero, secondo Jesse Marre, senior portfolio manager di Hilbert Group. Questo livello rappresenta la principale soglia di supporto dopo che Bitcoin è sceso per cinque giorni consecutivi, ha perso il 5,4% nella settimana e ha brevemente quotato sotto gli 80.000 dollari. Il supporto di breve periodo si colloca tra 78.500 e 79.500 dollari. Una rottura prolungata al ribasso sotto i 75.500 dollari potrebbe riportare Bitcoin verso i minimi del precedente intervallo di negoziazione. Al rialzo, il recupero degli 81.400 dollari ristabilirebbe il suo intervallo di consolidamento di breve periodo. Un movimento oltre gli 85.000 e gli 87.500 dollari potrebbe aprire la strada verso i 95.000–98.000 dollari.
Gli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti hanno comunque registrato afflussi netti settimanali per circa 442 milioni di dollari, nonostante i deflussi di 635 milioni di giovedì. I prezzi delle opzioni hanno evidenziato una maggiore domanda di protezione dai ribassi: le put con delta pari a cinque presentavano una volatilità implicita del 44%, contro il 38% delle call. Hilbert ha inoltre segnalato una liquidità limitata, mentre i prezzi elevati del petrolio, le perdite dei titoli tecnologici e l’incertezza prima della decisione della Federal Reserve del 28 ottobre hanno pesato sulla propensione al rischio. L’analista prevede che i tassi resteranno invariati, ma si aspetta un messaggio restrittivo. Per chi fa trading su Bitcoin, il supporto a 75.500 dollari, i flussi degli ETF e le indicazioni della Fed sono segnali fondamentali da monitorare.
Bearish
Il bilancio dei rischi a breve termine è ribassista perché Bitcoin ha registrato cinque perdite giornaliere consecutive, è sceso sotto gli 80.000 dollari e sta mettendo alla prova un supporto in un contesto di liquidità in calo e maggiore avversione al rischio. Il livello di 75.500 dollari indicato dall’analista è una chiara soglia tecnica: una rottura sostenuta potrebbe invalidare il recupero dai minimi estivi e indurre i trader a puntare ai precedenti minimi del range. Inoltre, il fatto che le opzioni put abbiano una volatilità implicita superiore a quella delle opzioni call indica una domanda di coperture contro i ribassi.
Ci sono anche elementi di segno opposto. Gli ETF spot statunitensi su Bitcoin hanno mantenuto flussi netti positivi per la settimana, e i livelli al rialzo indicati dall’analista delineano un possibile percorso di recupero se Bitcoin riconquista gli 81.400 dollari e poi supera la fascia 85.000–87.500 dollari. Tuttavia, il deflusso di 635 milioni di dollari dagli ETF giovedì mostra quanto rapidamente i flussi possano invertirsi durante una fase di vendite. Episodi simili di avversione al rischio, in cui i mercati azionari si indeboliscono e le preoccupazioni macroeconomiche alimentano la volatilità, hanno spesso aumentato la correlazione di Bitcoin con altri asset rischiosi e amplificato i movimenti a breve termine. Un messaggio aggressivo della Federal Reserve, prezzi del petrolio elevati o un ulteriore peggioramento della liquidità potrebbero aggiungere pressione; un esito meno aggressivo e una ripresa degli afflussi negli ETF potrebbero favorire un rimbalzo.
Nel breve termine, i trader potrebbero osservare la fascia 78.500–79.500 dollari e il livello di 75.500 dollari per individuare potenziali segnali di rottura, mentre volatilità e attività legata agli stop-loss potrebbero aumentare in prossimità della decisione della Fed. Sul lungo periodo, la struttura del mercato resta condizionata, non decisamente ribassista: mantenersi sopra i 75.500 dollari manterrebbe valida la tesi del recupero, mentre una discesa sotto tale livello potrebbe spostare il sentiment verso un più ampio riassestamento del range. Questa è la visione di mercato di un analista, non un esito di prezzo confermato.