Il rischio che Bitcoin scenda a 10.000 dollari dipende da una correzione del 20% del mercato azionario statunitense

Lo strategist di Bloomberg Intelligence Mike McGlone ha avvertito che Bitcoin potrebbe scendere fino a 10.000 dollari se l’S&P 500 subisse una correzione prolungata del 20%. Ha descritto il recente recupero di Bitcoin come un possibile «rimbalzo in un mercato ribassista» e ha affermato che il legame sempre più stretto con i mercati azionari lo espone a una più ampia ondata di vendite e a condizioni finanziarie più restrittive. Si tratta di uno scenario condizionale, non di una previsione certa del prezzo. McGlone ha inoltre messo in dubbio le aspettative di BlackRock e JPMorgan di rendimenti annui di Bitcoin intorno al 10%. Nel rapporto successivo, Bitcoin veniva scambiato vicino a 82.000 dollari, circa il 35% sotto il suo massimo storico, superiore a 126.000 dollari, e in calo di circa il 6% nell’arco di 30 giorni. L’S&P 500 era in rialzo del 13% da inizio anno. Il prezzo di Bitcoin aveva trovato brevemente supporto intorno a 80.000 dollari, un livello che, secondo gli analisti tecnici, i trader dovrebbero tenere d’occhio: mantenerlo potrebbe preservare la struttura rialzista, mentre una sua rottura potrebbe aumentare la pressione. Gli ETF spot su Bitcoin sono passati da tre giorni di afflussi, compresi oltre 528 milioni di dollari il 21 ottobre, a deflussi superiori a 635 milioni il giorno successivo. Un resoconto precedente aveva riferito prelievi per 729 milioni di dollari in due sedute, evidenziando il rapido cambiamento del sentiment degli investitori. C’è anche disaccordo su quanto potrebbe scendere Bitcoin. Il fondatore di CryptoQuant, Ki Young Ju, ha sostenuto che gli afflussi negli ETF per circa 58 miliardi di dollari e i 1,3 milioni di BTC detenuti dalle tesorerie aziendali implicano un livello minimo del costo on-chain più vicino a 30.000 dollari, anche se tali posizioni venissero liquidate. Ha affermato che un prezzo di 10.000 dollari porterebbe il rapporto MVRV di Bitcoin vicino a 0,2, al di sotto del livello di 0,6 da lui indicato come precedente minimo storico. Per i trader, i rischi principali sono una correzione delle azioni statunitensi, una liquidità più ridotta e le liquidazioni di posizioni a leva; lo scenario dei 10.000 dollari dipende da una forte flessione del mercato azionario e non è certo.
Bearish
La notizia è ribassista per Bitcoin perché mette in evidenza una possibile strada verso perdite considerevoli se le azioni statunitensi subissero una correzione prolungata. Lo scenario di 10.000 dollari prospettato da McGlone è un avvertimento estremo e condizionato, non una previsione di base, ma la sua opinione secondo cui Bitcoin è diventato più sensibile ai mercati azionari e a condizioni di liquidità più restrittive potrebbe pesare sul sentiment. Il passaggio segnalato dagli afflussi negli ETF a forti deflussi, il calo di Bitcoin dal suo massimo storico e l’importanza del livello di supporto a 80.000 dollari potrebbero aumentare la volatilità a breve termine. Una rottura al ribasso di quel livello potrebbe innescare vendite dovute agli stop-loss e liquidazioni di posizioni con leva finanziaria, aggiungendo ulteriore pressione.