Il fondatore di Moon Pursuit afferma che Bitcoin ha già toccato il fondo, nonostante i rischi persistenti legati alla Fed

Utkarsh Ahuja, fondatore di Moon Pursuit Capital, afferma che Bitcoin abbia probabilmente raggiunto il minimo del ciclo e possa stare iniziando una ripresa graduale, anche se si aspetta correzioni intermittenti anziché un rialzo lineare. Ha messo in guardia i trader dal dare troppo peso ai risultati delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, sottolineando che liquidità, tassi d’interesse e costo del capitale incidono maggiormente sull’andamento di Bitcoin. Il rapporto sull’occupazione statunitense e la decisione della Federal Reserve sui tassi di dicembre saranno prove cruciali nel breve periodo. Ahuja ha inoltre evidenziato i rischi di una politica monetaria restrittiva: la crescita degli Stati Uniti nel terzo trimestre è stata del 3,4%, l’inflazione PCE annua di settembre del 3,6% e a ottobre la Fed ha mantenuto i tassi tra il 3,75% e il 4%. Separatamente, dopo un attacco informatico avvenuto il 29 ottobre, Binance ha registrato deflussi netti per circa 5,3 miliardi di dollari, mentre OKX e Bybit hanno segnalato afflussi. Ahuja ha detto che questi flussi potrebbero riflettere una diversificazione, ma i trader dovrebbero osservare se i timori sulla fiducia si estendono oltre Binance. Le tensioni geopolitiche che coinvolgono l’Iran potrebbero inoltre far salire i prezzi del petrolio e continuare a mettere sotto pressione gli asset rischiosi, Bitcoin compreso.
Neutral
Il rapporto è equilibrato e non rappresenta un chiaro catalizzatore di mercato. L’opinione di Ahuja, secondo cui Bitcoin ha raggiunto il minimo del ciclo, sostiene una narrativa cautamente rialzista nel lungo periodo, ma si tratta di una valutazione del mercato, non della conferma di un’inversione di tendenza. Nel breve periodo, i trader potrebbero restare sensibili ai dati sull’occupazione negli Stati Uniti, alla decisione della Federal Reserve di dicembre, all’incertezza legata alle elezioni e agli sviluppi geopolitici che potrebbero influire sul petrolio e sull’inflazione. Se i dati indicassero un’inflazione persistente o una politica più restrittiva, rendimenti più elevati e una minore propensione al rischio potrebbero pesare su Bitcoin, come già accaduto in passato quando i segnali restrittivi della Fed hanno innescato vendite diffuse sugli asset rischiosi. Al contrario, dati più deboli o un esito politico meno destabilizzante potrebbero sostenere un rally di sollievo. I deflussi da Binance, pari secondo quanto riportato a 5,3 miliardi di dollari, potrebbero favorire i concorrenti se i fondi continuassero a spostarsi verso altre piattaforme, ma potrebbero anche compromettere più ampiamente la fiducia qualora i timori sui prelievi si diffondessero agli exchange centralizzati. Come nei precedenti episodi di tensione sugli exchange, i deflussi prolungati, i volumi di scambio e la liquidità sono più indicativi di una singola cifra riportata nei titoli. Nel complesso, la possibile ripresa è controbilanciata da significative incertezze macroeconomiche e legate agli exchange, rendendo appropriata una classificazione neutrale. I trader potrebbero monitorare l’andamento del prezzo di BTC insieme ai rendimenti dei Treasury, alla forza del dollaro, alle aspettative sui tassi, ai flussi degli exchange e ai prezzi del petrolio.