L'interesse aperto di Bitcoin crolla ~54% mentre i derivati deleveraggiano, riducendo la fragilità del mercato
I mercati dei derivati su Bitcoin hanno subito una pronunciata deleveraging dal picco di prezzo di ottobre 2025. I dati di CryptoQuant e CoinGlass mostrano che l'open interest è diminuito di circa il 54–55% dai massimi di ottobre (valori di picco riportati intorno a 47,5 mld$ e ~94 mld$ a seconda delle metriche) fino a circa 21,6 mld$–44 mld$ in circa 4–4,5 mesi. I fattori alla base includono liquidazioni forzate e chiusura di posizioni dopo la correzione post‑picco, la caduta del prezzo di BTC (che riduce il valore in dollari per contratto) e una riduzione strutturale delle posizioni speculative altamente leverage. Il ritiro ha ridotto la fragilità sistemica: i funding rate sono diventati negativi in alcuni momenti e la contrazione dell'open interest ha ridotto il rischio di liquidazioni a catena, mentre gli acquisti spot e il covering delle short hanno contribuito a debolezze transitorie del prezzo (in un report BTC ha brevemente superato i 70.000$). Eventi macro (dati sull'occupazione USA più forti che hanno temperato le aspettative di tagli dei tassi, movimenti più deboli del dollaro e rischi geopolitici e di mercato più ampi) hanno influenzato i flussi e le vendite istituzionali. Le metriche on‑chain mostrano un sollievo parziale ma segnali di una minore accumulazione da parte dei detentori a lungo termine dopo i cali di prezzo. Gli analisti affermano che il cambiamento migliora la stabilità del mercato, ma il rischio futuro dipende da come crescerà nuovamente l'open interest: aumenti lenti guidati dallo spot indicano un'accumulazione sana; una rapida crescita della leva potrebbe riportare vulnerabilità. Per i trader: aspettarsi minore liquidità e profondità ridotta durante movimenti leva, continua importanza di monitorare funding rate e open interest, e privilegiare strategie misurate —dollar‑cost averaging per esposizione a lungo termine e sizing prudente o leva ridotta per trade a breve termine. Dati chiave: open interest giù ~54–55% dal picco di ottobre a ~21,6 mld$–44 mld$; BTC brevemente >70.000$ durante il covering; lavoro USA a gennaio +130k e CPI di gennaio 2,4% YoY citati come contesto macro.
Neutral
Il forte calo dell'open interest di Bitcoin e il deleveraging strutturale riportato stabilizzano in termini generali il rischio di mercato perché un leverage inferiore riduce la probabilità di liquidazioni a catena che possono scatenare forti crolli dei prezzi. Questo riduce il rischio sistemico al ribasso e dunque attenua la pressione ribassista immediata. Tuttavia, gli effetti sul prezzo sono misti: il covering di short e gli acquisti spot hanno prodotto rally temporanei (BTC brevemente > $70k), ma la contrazione dell'open interest e il funding negativo a volte indicano meno long leveraged a sostenere i rally. Nel breve termine, aspettatevi liquidità ridotta e maggiore slippage su ordini di grandi dimensioni, il che aumenta la volatilità durante i movimenti e favorisce i trader che riducono il leverage o trattano taglie più piccole. Nel medio-lungo termine, l'impatto dipende da come crescerà nuovamente l'open interest: un aumento graduale guidato dallo spot sarebbe rialzista (accumulo sano), mentre una ricostruzione rapida del leverage sarebbe ribassista (ripristino della fragilità). Dato l'attuale deleveraging e i segnali di prezzo misti, la visione netta è neutrale sulla direzione del prezzo di BTC ma con un rischio sistémico di coda più basso.