Bitcoin è esposto a rischi di ribasso in vista della decisione della Fed

Bitcoin è salito da meno di 79.500 dollari a 81.700 dollari nelle 24 ore precedenti alla decisione del FOMC della Federal Reserve, ma l’analista Ali Martinez ha avvertito che il movimento potrebbe invertirsi. Ha osservato che, dopo le precedenti decisioni del FOMC, Bitcoin si è spesso mosso di meno dell’1% nella prima ora, mentre una tendenza più chiara è emersa nelle 24 ore successive. Martinez ha citato diversi segnali ribassisti: secondo quanto riferito, i grandi detentori hanno ridotto i propri saldi di oltre 8.160 BTC in 24 ore, per un valore di circa 664 milioni di dollari, mentre le balene avevano realizzato profitti per oltre 150 milioni di dollari nell’arco di diversi giorni. Anche il Coinbase Premium Index è sceso a un minimo mensile di -0,17, segnalando una debole pressione d’acquisto negli Stati Uniti. Bitcoin viene scambiato sopra un livello di supporto vicino a 81.000 dollari. Una rottura decisa al ribasso potrebbe esporre i prezzi a 77.000 dollari o, in caso di una flessione più profonda, a 67.000. Al rialzo, un movimento sopra gli 84.500 dollari indebolirebbe le prospettive ribassiste e potrebbe aprire la strada verso 92.000 e 104.000 dollari. I mercati si aspettano in genere che la Fed lasci invariati i tassi d’interesse. Tuttavia, le dichiarazioni del presidente Kevin Warsh potrebbero influenzare la direzione di Bitcoin, soprattutto in un contesto di inflazione persistente e di speculazioni su un possibile rialzo dei tassi nel corso dell’anno. I trader seguiranno con attenzione la decisione della Fed, i livelli di prezzo e l’eventuale prosecuzione delle attività di acquisto o di vendita.
Bearish
La tendenza immediata del mercato è ribassista, perché l’articolo evidenzia una possibile pressione di vendita in vista di un importante evento macroeconomico: prese di profitto da parte delle whale, un calo di oltre 8.160 BTC nei saldi dei grandi detentori e un Coinbase Premium Index negativo. Nel complesso, questi indicatori suggeriscono una domanda più debole, soprattutto da parte degli investitori statunitensi, mentre Bitcoin viene scambiato vicino al livello di supporto di 81.000 dollari citato. Una rottura al ribasso di quell’area potrebbe innescare gli ordini stop-loss e vendite dettate dal momentum, con 77.000 e 67.000 dollari indicati come possibili livelli inferiori. La decisione del FOMC e le dichiarazioni di Kevin Warsh sono catalizzatori chiave nel breve termine. Anche se, come previsto, i tassi dovessero rimanere invariati, le indicazioni sull’inflazione e sulla politica futura potrebbero muovere gli asset rischiosi. In passato, gli eventi del FOMC hanno talvolta prodotto una reazione iniziale contenuta di Bitcoin, seguita da un movimento più netto nel corso del giorno successivo; pertanto, i trader potrebbero assistere a una volatilità persistente anche dopo l’annuncio, invece di vederla esaurirsi subito. Una rottura sopra gli 84.500 dollari indebolirebbe lo scenario ribassista e potrebbe favorire la chiusura delle posizioni short o una ripresa degli acquisti, con 92.000 e 104.000 dollari indicati come livelli superiori. Si tratta di una prospettiva condizionata e legata agli eventi, non della conferma di un ribasso generalizzato del mercato. Nel lungo periodo, l’andamento di Bitcoin dipenderà dalle effettive decisioni della Fed, dall’inflazione, dalla liquidità e dal fatto che le vendite dei grandi detentori continuino o meno. I dati riportati e gli scenari di prezzo dell’analista non sono garanzie; i trader dovrebbero tenere conto di brusche inversioni e di una volatilità elevata in prossimità della decisione.