Aumentano gli afflussi negli ETF su Bitcoin, ma l’incertezza sulla Fed frena la ripresa

Il 27 ottobre Bitcoin era scambiato intorno a 79.700 dollari, dopo che lunedì gli ETF spot su Bitcoin statunitensi avevano registrato afflussi per 110,3 milioni di dollari, ponendo fine a due giorni di deflussi per un totale di 773,4 milioni. L’intero afflusso della giornata era confluito nell’IBIT di BlackRock, mentre a quel punto i fondi restavano in territorio di deflusso netto per il mese di ottobre. Gli afflussi si sono rafforzati nel corso della settimana: il 28 ottobre gli ETF spot su Bitcoin statunitensi hanno raccolto circa 137,3 milioni di dollari, portando il totale di tre giorni a circa 423,7 milioni. Il fondo di BlackRock ha rappresentato circa 136 milioni dell’ultimo afflusso giornaliero. Gli acquisti hanno compensato in parte i precedenti ritiri, ma Bitcoin ha continuato a faticare per mantenersi sopra gli 80.000 dollari e la rinnovata domanda non aveva ancora prodotto una ripresa sostenuta dei prezzi. Il 28 ottobre la Federal Reserve ha mantenuto i tassi al 3,75%-4,00%, lasciando aperta la possibilità di ulteriori rialzi. Gli elevati rendimenti dei Treasury e l’incertezza sui tassi potrebbero pesare sugli asset rischiosi, mentre il posizionamento sui derivati e le vendite da parte degli attuali detentori potrebbero amplificare la volatilità. Per i trader, 80.000-82.000 dollari rappresentano un’area di supporto fondamentale, mentre il recupero della fascia 81.000-83.000 dollari migliorerebbe le prospettive di Bitcoin nel breve termine. Una rottura sostenuta sopra gli 83.000 dollari potrebbe portare nel mirino quota 85.000-86.000 dollari. Una discesa sotto i 77.000 dollari renderebbe i livelli di 75.000 e, potenzialmente, 73.000 dollari punti da monitorare. Si tratta di scenari tecnici condizionati, non di obiettivi garantiti.
Neutral
Il segnale immediato dei prezzi è contrastante. La ripresa degli afflussi negli ETF spot su Bitcoin, con tre giorni consecutivi di acquisti netti, può apportare domanda aggiuntiva e contribuire ad assorbire le vendite. Tuttavia, la difficoltà di Bitcoin a mantenersi sopra gli 80.000 dollari suggerisce che la domanda degli ETF non sia ancora riuscita a superare la più ampia pressione del mercato. La decisione della Federal Reserve di mantenere i tassi al 3,75%–4,00%, lasciando aperta la possibilità di ulteriori rialzi, insieme agli elevati rendimenti dei Treasury, può limitare la propensione al rischio. Anche il posizionamento sui derivati e le vendite da parte degli attuali detentori lasciano spazio a bruschi movimenti in entrambe le direzioni. Nel breve termine, i trader potrebbero concentrarsi sulla capacità di Bitcoin di mantenersi nell'area degli 80.000–82.000 dollari e di riconquistare quota 81.000–83.000 dollari. Un movimento sostenuto sopra gli 83.000 dollari potrebbe rafforzare lo slancio e portare in vista gli 85.000–86.000 dollari; una discesa sotto i 77.000 dollari potrebbe esporre i livelli di 75.000 e 73.000 dollari. Si tratta di livelli condizionali, non di previsioni. Nel lungo termine, afflussi persistenti negli ETF potrebbero sostenere Bitcoin aggiungendo una fonte di domanda spot, ma il loro effetto dipenderà dal fatto che gli acquisti si estendano oltre un singolo fondo di grandi dimensioni e proseguano nonostante l'incertezza macroeconomica. Poiché i flussi favorevoli sono controbilanciati da rischi irrisolti legati ai tassi e ai prezzi, l'impatto complessivo su Bitcoin è neutrale.