Gli ETF spot su Bitcoin passano da afflussi a deflussi per 244 milioni di dollari
Gli ETF spot su Bitcoin statunitensi hanno registrato una brusca inversione dei flussi tra il 6 e l’8 ottobre. Il 6 ottobre i fondi hanno segnato afflussi netti per 119 milioni di dollari, trainati da IBIT di BlackRock con 122 milioni; MSBT di Morgan Stanley ha aggiunto 7,84 milioni, mentre il Bitcoin Mini Trust (BTC) di Grayscale ha registrato deflussi per 10,97 milioni. Due giorni dopo, gli ETF spot su Bitcoin hanno segnato deflussi netti per 244 milioni di dollari. FBTC di Fidelity ha guidato i prelievi con 197 milioni, mentre EZBC di Franklin è stato l’unico fondo ad attrarre afflussi, aggiungendo 4,71 milioni. Nonostante i deflussi più recenti, gli afflussi netti cumulativi di FBTC restavano pari a 10,519 miliardi di dollari. Nel complesso, il patrimonio netto dei fondi ammontava a 104,914 miliardi di dollari, pari al 6,38% della capitalizzazione di mercato di Bitcoin, mentre gli afflussi netti cumulativi erano pari a 57,086 miliardi. I più recenti deflussi dagli ETF su Bitcoin indicano cautela nel breve periodo e una domanda istituzionale disomogenea, ma i consistenti afflussi cumulativi dei fondi mostrano che le allocazioni a lungo termine restano significative.
Bearish
Gli ultimi dati mostrano un consistente deflusso netto di 244 milioni di dollari dagli ETF spot su Bitcoin l’8 ottobre, dopo gli afflussi di 119 milioni di dollari del 6 ottobre. Questa inversione di tendenza, guidata dai prelievi per 197 milioni di dollari dal FBTC di Fidelity, potrebbe pesare sul sentiment su Bitcoin nel breve periodo: spesso i trader interpretano i riscatti sostenuti dagli ETF come un segnale di domanda istituzionale più debole e possono ridurre la propria esposizione o aumentare le coperture. Tuttavia, i dati dei due giorni indicano che i flussi possono cambiare rapidamente e un fondo, l’EZBC di Franklin, ha continuato a registrare afflussi l’8 ottobre. Gli afflussi netti cumulativi degli ETF restavano consistenti, pari a 57,086 miliardi di dollari, mentre gli asset in gestione superavano i 104 miliardi di dollari. Questi dati attenuano il segnale ribassista: se i deflussi diminuissero o si invertissero, la partecipazione istituzionale a lungo termine potrebbe continuare a sostenere la domanda. È quindi più probabile che l’impatto immediato sui prezzi sia negativo piuttosto che decisivo; le condizioni generali del mercato e i successivi flussi giornalieri degli ETF saranno importanti per confermare la tendenza.