Gli ETF su Bitcoin registrano afflussi mentre BTC scende sotto gli 80.000 dollari
Gli ETF spot su Bitcoin statunitensi hanno inizialmente attirato circa 1,075 miliardi di dollari in tre sessioni, dal 19 al 21 ottobre, compensando in parte i deflussi precedenti. Un aggiornamento successivo ha mostrato afflussi per 424 milioni di dollari in tre sessioni, compresi 137,3 milioni mercoledì; IBIT di BlackRock ha rappresentato quasi tutti gli acquisti di quella giornata. I fondi detenevano asset per 104,9 miliardi di dollari e i flussi di ottobre erano diventati solo da poco leggermente positivi, dopo un deflusso di 635,6 milioni di dollari il 22 ottobre.
Nonostante la domanda degli ETF, Bitcoin è sceso sotto gli 80.000 dollari dopo che la Federal Reserve ha mantenuto i tassi al 3,75%–4%. BTC era scambiato intorno a 79.899 dollari, con 79.221 dollari — il minimo del 24 ottobre — come supporto di breve periodo. Una discesa sotto tale livello potrebbe esporre la zona di supporto compresa tra 76.264 e 76.476 dollari; la resistenza si trova intorno a 84.898 dollari. Un’analisi precedente aveva individuato nell’area 85.000–87.500 dollari una fascia di resistenza importante, dove i prezzi di carico dei detentori e gli ordini di vendita potrebbero frenare la ripresa. Volumi spot più elevati e afflussi sostenuti negli ETF contribuirebbero a migliorare le prospettive.
Il voto della Fed, con 10 voti contro 2, ha incluso due voti a favore di un aumento dei tassi, mantenendo alta l’attenzione su una politica monetaria più restrittiva. Gli operatori seguono i dati statunitensi sull’inflazione e sull’occupazione, le elezioni di metà mandato di novembre e la decisione della Fed del 9 dicembre; i mercati predittivi stimano al 77%–79% la probabilità di un rialzo a dicembre. Per chi opera su Bitcoin, gli afflussi negli ETF sono un segnale favorevole della domanda, ma la recente debolezza dei prezzi mostra che l’incertezza macroeconomica e le vendite nel settore tecnologico restano rischi rilevanti nel breve periodo.
Bearish
Il segnale complessivo del prezzo di Bitcoin nel breve termine è ribassista. Gli afflussi negli ETF, compresi i precedenti 1,075 miliardi di dollari e i successivi 424 milioni in tre sessioni, mostrano che la domanda istituzionale non è scomparsa. Tuttavia, i flussi mensili sono tornati solo di recente leggermente positivi, dopo un forte deflusso, e gli ultimi afflussi non hanno impedito a BTC di scendere sotto gli 80.000 dollari. Il movimento suggerisce che, al momento, le preoccupazioni macroeconomiche e le vendite diffuse dei titoli tecnologici stiano prevalendo sulla domanda di ETF.
Nel breve termine, è probabile che i trader si concentrino sul livello di supporto a 79.221 dollari. Una rottura decisa potrebbe aumentare la pressione di vendita e spingere il prezzo verso l’area 76.264–76.476 dollari, mentre un recupero incontrerebbe una resistenza intorno a 84.898 dollari e, secondo la precedente analisi più ampia, nell’area 85.000–87.500 dollari. La prosecuzione degli afflussi negli ETF e volumi più elevati sul mercato spot potrebbero favorire un rimbalzo, ma il voto diviso della Fed e le aspettative elevate di un rialzo dei tassi a dicembre potrebbero limitare la propensione al rischio. Nel lungo termine, una domanda sostenuta di ETF potrebbe contribuire a stabilizzare Bitcoin e a sostenere i tentativi di recupero, ma le prospettive dipendono dal fatto che i dati macroeconomici e le aspettative sui tassi d’interesse diventino più favorevoli. La classificazione è ribassista perché, al momento, l’andamento immediato dei prezzi e i rischi al ribasso prevalgono sul segnale favorevole dei flussi di fondi.