Gli afflussi negli ETF su BTC tornano positivi mentre gli hedge fund escono

Mercoledì gli ETF su bitcoin hanno registrato afflussi netti per 137 milioni di dollari, avvicinando i flussi di ottobre al pareggio dopo un deficit di 907 milioni a metà mese. Il cambiamento segue una più ampia trasformazione della proprietà: nell’arco di nove mesi nove hedge fund e banche hanno venduto quote di ETF equivalenti a circa 68.000 BTC, mentre fondi sovrani, gestori patrimoniali e altri investitori hanno aumentato la propria esposizione. Da giugno, i fondi avrebbero riacquistato 87.000 BTC, questa volta tramite acquisti diretti anziché operazioni di arbitraggio sulla base. Secondo l’articolo, l’operazione di arbitraggio è diventata meno conveniente: il suo rendimento annualizzato è sceso dal 7,9% al 4,8%, lasciando un rendimento stimato di 1,5 punti percentuali superiore alla liquidità al netto dei costi. Nel frattempo, la Federal Reserve ha mantenuto i tassi al 3,75%-4,00% e le aspettative del mercato su ulteriori rialzi si sono attenuate, un fattore che potrebbe favorire gli asset rischiosi. Bitcoin era scambiato intorno agli 80.000 dollari, in calo di circa il 2% nelle 24 ore, mentre anche Ethereum e Solana hanno registrato ribassi. Tra gli altri sviluppi, la società madre della NYSE intende stringere una partnership con Trade.xyz per offrire futures perpetui regolamentati negli Stati Uniti usando l’infrastruttura di Hyperliquid, previa approvazione; il volume annualizzato delle transazioni di regolamento in stablecoin di Visa ha superato i 25 miliardi di dollari, oltre dieci volte il livello dello scorso anno; e gli ETF su ETH hanno registrato deflussi netti per 21 milioni di dollari. L’inversione dei flussi degli ETF e i riportati acquisti istituzionali potrebbero sostenere il sentiment, anche se l’andamento dei prezzi nel breve termine resta esposto alle condizioni macroeconomiche e alla volatilità del mercato.
Bullish
Il quadro complessivo delle notizie è moderatamente rialzista per Bitcoin. Gli afflussi giornalieri di 137 milioni di dollari negli ETF su Bitcoin e il ritorno, in ottobre, verso un saldo netto quasi in pareggio suggeriscono che gli acquirenti stanno assorbendo le vendite precedenti. Il passaggio segnalato dalle operazioni di base degli hedge fund agli acquisti diretti da parte di gestori patrimoniali e investitori sovrani potrebbe inoltre indicare una fonte di domanda più duratura. Una prospettiva meno restrittiva sui tassi può sostenere ulteriormente le criptovalute, migliorando le condizioni per gli asset rischiosi. Il segnale presenta limiti importanti. Bitcoin, Ethereum e Solana hanno perso terreno nella giornata, i futures azionari erano deboli e gli ETF su ETH hanno registrato deflussi. I flussi degli ETF possono invertirsi rapidamente e i dati sulla proprietà riportati nell’articolo si riferiscono a periodi precedenti, senza garantire che gli acquisti proseguano. In episodi analoghi del passato, gli afflussi negli ETF hanno sostenuto il sentiment e la liquidità, ma non hanno impedito in modo affidabile i cali dei prezzi quando le condizioni macroeconomiche o la leva finanziaria sono diventate sfavorevoli. Nel breve termine, i trader potrebbero considerare gli afflussi un supporto intorno ai livelli attuali, monitorando al contempo i tassi, i mercati azionari e i dati giornalieri degli ETF per avere conferme. Nel lungo termine, una domanda istituzionale diretta e sostenuta sarebbe più costruttiva dei flussi temporanei legati all’arbitraggio, ma servono afflussi continui per confermare questa tendenza.