I deflussi dagli ETF su Bitcoin e il ritardo dell’aggiornamento di Ethereum pesano sulle criptovalute
I deflussi dagli ETF su Bitcoin e il rinvio di un aggiornamento della testnet di Ethereum sono stati tra i principali sviluppi in un mercato crypto avverso al rischio. Il 22 ottobre gli ETF spot su Bitcoin statunitensi hanno registrato deflussi netti per 635 milioni di dollari, guidati da IBIT di BlackRock con 254 milioni. La dominance di mercato di Bitcoin è salita al 60%, mentre, secondo alcune notizie, un grande detentore ha trasferito BTC per oltre 415 milioni di dollari verso exchange e altri wallet, forse preparandosi a vendere. Separatamente, 40 wallet creati di recente hanno prelevato 9.458 BTC da Wintermute dal 1° ottobre, segnalando che alcuni investitori stanno anche accumulando.
La Ethereum Foundation ha rinviato l’aggiornamento Glamsterdam sulla testnet Hoodi, inizialmente previsto per il 27 ottobre, per esaminare possibili interazioni che coinvolgono EIP-8037. Non è stata fissata una nuova data. Grayscale ha pubblicato classifiche dei rendimenti per i detentori di token e dei rendimenti corretti per gli utili, collocando HYPE, LIT e CAKE tra gli asset di punta.
Tra le altre notizie di rilievo, l’autorità di vigilanza sui titoli di Hong Kong ha inserito BTCC nell’elenco delle piattaforme di scambio di asset virtuali sospette e prive di licenza; inoltre, secondo una notizia, un gruppo di settore sostenuto da CME ha chiesto alla CFTC di bloccare i contratti perpetui sui futures del petrolio proposti da Kalshi. JPMorgan ha affermato che la regolamentazione delle criptovalute a livello delle agenzie compensa in parte la battuta d’arresto della Clarity Act, ma permane l’incertezza politica e giuridica. Nel complesso, i deflussi dagli ETF su Bitcoin e il rinvio dell’aggiornamento inducono cautela nel breve periodo, mentre l’accumulo nei wallet e gli sviluppi normativi offrono segnali contrastanti.
Bearish
Il segnale a breve termine è ribassista, anche se l’articolo presenta elementi contrastanti. Il deflusso netto di 635 milioni di dollari dagli ETF spot su Bitcoin, compresi 254 milioni da IBIT, indica una domanda istituzionale più debole. Anche l’aumento della dominance di Bitcoin al 60%, mentre i token più piccoli registrano risultati inferiori, suggerisce che i trader stanno riducendo il rischio e concentrando l’esposizione sull’asset più grande. Il trasferimento segnalato di oltre 415 milioni di dollari in BTC verso gli exchange aggiunge una possibile pressione di vendita, anche se i trasferimenti da soli non confermano che sia avvenuta una vendita.
Il rinvio della testnet Hoodi è un elemento negativo circoscritto e specifico del progetto per Ethereum: introduce incertezza sulle tempistiche dell’aggiornamento, ma la Fondazione ha citato la necessità di ulteriori verifiche tecniche, non un malfunzionamento, e la modifica non annulla la cronologia della blockchain. Storicamente, le serie di deflussi dagli ETF e i ritardi negli aggiornamenti possono pesare sul sentiment e provocare volatilità a breve termine, soprattutto quando i mercati più ampi sono orientati alla cautela. Al contrario, i consistenti prelievi dai wallet delle società di trading possono indicare accumulo e contribuire a limitare le perdite se la domanda dovesse tornare.
Per i trader, i principali indicatori a breve termine sono l’eventuale ritorno in territorio positivo dei flussi degli ETF su Bitcoin, la tenuta di importanti livelli di supporto da parte di BTC e l’eventualità che i grandi trasferimenti si traducano in vendite sugli exchange. Nel lungo periodo, il quadro normativo resta contrastante: le misure delle autorità possono favorire la partecipazione, ma l’assenza di una legislazione duratura lascia aperti i rischi politici e legali. La classificazione ribassista riflette quindi l’immediata pressione sui flussi e sul sentiment, non una prospettiva definitiva a lungo termine per le cripto-attività.