Gli ETF su Bitcoin registrano deflussi per 635,6 milioni di dollari mentre i prezzi del petrolio schizzano
Gli ETF spot su Bitcoin statunitensi hanno registrato deflussi per 635,6 milioni di dollari giovedì, secondo Farside Investors, mentre il rialzo dei prezzi del petrolio ha riacceso l’avversione al rischio. L’iShares Bitcoin Trust di BlackRock ha registrato i maggiori prelievi, per oltre 254 milioni di dollari, seguito dal fondo di Fidelity, con quasi 218 milioni. Bitcoin è sceso brevemente sotto gli 81.000 dollari e in seguito veniva scambiato intorno a 81.669 dollari, in calo di circa l’1% nelle 24 ore.
I deflussi sono arrivati dopo che le tensioni in Medio Oriente hanno spinto il greggio Brent ai massimi da cinque mesi, alimentando i timori di interruzioni delle forniture energetiche e di possibili rialzi dei tassi d’interesse. Tassi più elevati possono pesare su Bitcoin e sugli altri asset rischiosi, riducendo la liquidità. Nonostante i deflussi di giovedì, gli ETF spot su Bitcoin avevano raccolto oltre 439 milioni di dollari di investimenti netti nel corso della settimana.
Negli ultimi mesi Bitcoin ha recuperato terreno dopo aver scambiato a livelli ben inferiori al record di 126.080 dollari toccato nell’ottobre 2025. I recenti deflussi dagli ETF indicano una rinnovata cautela nel breve termine, anche se il saldo settimanale degli afflussi è rimasto positivo.
Bearish
Le notizie sono ribassiste per Bitcoin nel breve termine, poiché consistenti rimborsi dagli ETF spot hanno coinciso con una discesa sotto gli 81.000 dollari e con un più ampio allontanamento dagli asset rischiosi. L’aumento dei prezzi del petrolio e le tensioni in Medio Oriente possono accrescere i timori d’inflazione e la probabilità di una politica monetaria più restrittiva. Se gli operatori si aspettano tassi più elevati, gli asset sensibili alla liquidità, come Bitcoin, potrebbero subire pressioni di vendita. I flussi degli ETF e la reazione del mercato petrolifero sono quindi indicatori importanti nel breve termine.
Episodi analoghi di avversione al rischio hanno spesso penalizzato Bitcoin insieme ai titoli tecnologici, anche se la reazione può essere temporanea se le preoccupazioni geopolitiche si attenuano o i prezzi del petrolio scendono. Gli afflussi netti settimanali, superiori a 439 milioni di dollari, rappresentano un elemento di segno opposto: i prelievi di giovedì, da soli, non dimostrano un’inversione duratura della domanda istituzionale. Nel breve termine, il protrarsi dei deflussi e la debolezza dei prezzi potrebbero amplificare la volatilità e indurre gli operatori a ridurre la leva finanziaria. Nel lungo termine, la direzione del mercato dipenderà maggiormente dalla persistenza delle tendenze dei flussi degli ETF, dalla politica monetaria, dalla liquidità e dalla capacità di Bitcoin di mantenere la ripresa. La valutazione ribassista riguarda quindi il sentiment di rischio immediato, non un cambiamento confermato della tendenza di lungo periodo.