I deflussi di Bitcoin dagli exchange raggiungono il massimo da cinque settimane in vista della Fed

Secondo Santiment, Bitcoin ha registrato deflussi netti dagli exchange pari a 14.942 BTC, il maggiore deflusso giornaliero degli ultimi cinque settimane. Il movimento è avvenuto prima della decisione della Federal Reserve sui tassi e della pubblicazione dei dati statunitensi sul PIL e sull'indice PCE, e potrebbe indicare una minore pressione di vendita nell'immediato. Tuttavia, l'andamento del prezzo di Bitcoin dipende ancora da livelli chiave: Santiment ha indicato 80.000 dollari come supporto e l'area 82.500–84.000 dollari come possibile zona di rimbalzo. Una discesa sotto circa 79.000 dollari potrebbe indebolire lo scenario rialzista. L'analista Sykodelic ha dichiarato che Bitcoin ha riconquistato la media mobile semplice a 50 settimane e il Supertrend settimanale, una combinazione che ha preceduto importanti rialzi nel 2015, 2019, 2020 e 2023. Altri segnali sono meno favorevoli: gli ETF spot statunitensi su Bitcoin hanno registrato deflussi netti superiori a 26 milioni di dollari dall'inizio di ottobre, mentre la società mineraria MARA Holdings ha trasferito 1.000 BTC, per un valore di circa 80,19 milioni di dollari, a BitGo. Il trasferimento ha alimentato le speculazioni su una possibile vendita, ma non la conferma. I trader stanno valutando i deflussi dagli exchange insieme alla debole domanda di ETF, al trasferimento di MARA e ai prossimi dati macroeconomici.
Neutral
I segnali sono contrastanti, quindi le notizie non indicano una chiara direzione del mercato. Il deflusso netto di 14.942 BTC dagli exchange potrebbe ridurre l’offerta immediatamente disponibile per la vendita ed è un segnale potenzialmente favorevole nel breve termine. Un deflusso simile, ma maggiore, di 17.755 BTC il 22 settembre ha preceduto un movimento sopra gli 86.600 dollari, ma quella sequenza storica non garantisce che si ripeta lo stesso esito. Anche gli indicatori tecnici suggeriscono una possibile prospettiva rialzista: Bitcoin ha riconquistato la media mobile a 50 settimane e il Supertrend settimanale, livelli che, secondo l’analista Sykodelic, hanno preceduto importanti fasi di espansione in diversi cicli passati. Tuttavia, questi indicatori non garantiscono ulteriori rialzi. A ottobre i flussi degli ETF spot su Bitcoin sono diventati negativi e il trasferimento di 1.000 BTC da MARA a BitGo ha alimentato timori di vendita, anche se un trasferimento, da solo, non dimostra che sia avvenuta una vendita. Anche la decisione della Federal Reserve e la pubblicazione dei dati sul PIL e sul PCE potrebbero generare volatilità. Nel breve termine, i trader potrebbero monitorare gli 80.000 dollari come supporto, i 79.000 come livello la cui perdita netta indebolirebbe lo scenario rialzista e la fascia 82.500–84.000 come possibile area di recupero. Una riconquista stabile degli 82.500 dollari dopo la pubblicazione dei dati potrebbe rafforzare la fiducia; il protrarsi dei deflussi dagli ETF o una rottura del supporto potrebbero pesare sul sentiment. Nel lungo termine, l’offerta sugli exchange e gli indicatori di tendenza potrebbero sostenere i prezzi se la domanda tornasse, ma i persistenti deflussi istituzionali e l’incertezza macroeconomica potrebbero limitare un rialzo. Nel complesso, le evidenze contrastanti giustificano una valutazione neutrale.