Bitcoin scende sotto gli 80.000 dollari in vista della decisione della Fed

Bitcoin è sceso sotto gli 80.000 dollari nel fine settimana, poiché le tensioni in Medio Oriente e i deflussi dagli ETF spot su Bitcoin hanno pesato sui prezzi e innescato liquidazioni di posizioni long con leva finanziaria. QCP Capital individua un supporto chiave a 78.000 dollari e una resistenza a 86.000. I trader di Bitcoin seguono la riunione della Federal Reserve del 27 e 28 ottobre e i risultati di Microsoft, Alphabet e Amazon alla ricerca di nuovi segnali di mercato. I mercati si aspettano in generale che la Fed lasci invariati i tassi, ma la probabilità di un rialzo a dicembre è vicina all’84%. QCP indica inoltre un supporto per Ethereum a 2.150 dollari e una resistenza a 2.500; gli ETF spot su Ethereum hanno registrato deflussi netti per quattro settimane consecutive.
Bearish
I segnali immediati sono orientati al ribasso: Bitcoin è sceso sotto gli 80.000 dollari, le posizioni long con leva sono state liquidate e gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato deflussi. Il livello di supporto di 78.000 dollari indicato da QCP Capital è quindi un’area chiave da monitorare nel breve periodo: una rottura duratura al ribasso potrebbe innescare ulteriori vendite, mentre un rimbalzo verso gli 86.000 dollari indicherebbe che gli acquirenti stanno riprendendo il controllo. Anche Ethereum è sotto pressione dopo quattro settimane consecutive di deflussi netti dagli ETF spot. La riunione della Fed e i risultati delle principali aziende tecnologiche aggiungono rischi legati agli eventi. Una decisione di politica monetaria senza variazioni potrebbe essere già ampiamente scontata, ma la probabilità riportata dell’84% di un rialzo dei tassi a dicembre potrebbe pesare sugli asset rischiosi se fosse rafforzata dai commenti della Fed o da una revisione delle aspettative di mercato. Al contrario, risultati solidi nel settore tecnologico — soprattutto se dimostrassero che gli investimenti nell’IA stanno generando rendimenti — potrebbero migliorare la propensione al rischio generale e aiutare le criptovalute a recuperare. Episodi analoghi guidati da eventi hanno spesso provocato forti oscillazioni intorno agli annunci di politica monetaria e ai dati sui flussi degli ETF, senza però determinare da soli una tendenza duratura. Nel breve periodo, i trader potrebbero reagire ai test dei livelli di supporto, alle liquidazioni e alle aspettative sui tassi. Nel lungo periodo, la direzione dipenderà maggiormente dalla persistenza dei flussi degli ETF, dalle condizioni monetarie e dalla propensione al rischio generale; questo report, da solo, non dimostra l’esistenza di una tendenza ribassista duratura.