Bitcoin in calo: deflussi dagli ETF e timori sul credito legato all’IA pesano sugli asset rischiosi
Bitcoin è sceso sotto gli 82.000 dollari mentre le preoccupazioni sul finanziamento delle infrastrutture per l’IA pesavano sui titoli tecnologici e sugli asset rischiosi. Giovedì gli ETF spot su Bitcoin statunitensi hanno registrato deflussi netti per 635,6 milioni di dollari, il maggior prelievo giornaliero da giugno, mentre numerose posizioni con leva nel settore crypto sono state liquidate. QCP Capital ha affermato che le tensioni sul credito nel settore delle infrastrutture per l’IA stanno alimentando i timori sui costi di finanziamento e sui rendimenti degli investimenti. Arthur Hayes ha detto di aver venduto le sue posizioni in ETH, ENA, UNI e altre altcoin e che attenderà segnali più chiari prima di tornare sul mercato.
Altri sviluppi hanno fornito segnali contrastanti. I flussi settimanali degli ETF spot su Bitcoin sono rimasti positivi, con un aumento di 5.183 BTC che ha riportato in territorio positivo i flussi cumulativi del 2026. Sul fronte normativo, la SEC ha dichiarato che tra le sue priorità ispettive per il 2027 figureranno la tokenizzazione e le tecnologie emergenti. Separatamente, un attacco ha spinto Initia a fermare le proprie reti Layer 1 e Rollup, mentre Upbit e Bithumb hanno sospeso depositi e prelievi di INIT. I tribunali argentini hanno inoltre archiviato un’indagine penale sul presidente Javier Milei e sua sorella relativa al caso del token LIBRA.
Bearish
I segnali a breve termine sono ribassisti per le criptovalute. Bitcoin è sceso sotto gli 82.000 dollari mentre i titoli tecnologici si indebolivano, e gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato deflussi netti giornalieri per 635,6 milioni di dollari, i più consistenti da giugno. Questo ritiro, insieme a consistenti liquidazioni di posizioni long, indica una minore propensione al rischio e potrebbe aggiungere pressione di vendita se Bitcoin non riuscisse a mantenere i principali livelli di supporto. La decisione di Arthur Hayes di chiudere diverse posizioni in altcoin potrebbe inoltre pesare sul sentiment, soprattutto per i token con liquidità più ridotta.
Il catalizzatore indicato è la preoccupazione per il finanziamento delle infrastrutture di IA. Costi del credito più elevati e dubbi sui rendimenti degli investimenti possono mettere sotto pressione i titoli tecnologici e gli altri asset rischiosi, come già accaduto in precedenti fasi in cui le criptovalute si muovevano in stretta correlazione con i mercati azionari. Se queste preoccupazioni persistessero, i trader potrebbero ridurre la leva finanziaria e spostarsi verso la liquidità o i titoli di Stato, aumentando la volatilità di Bitcoin e delle altcoin. L’incidente di sicurezza di Initia costituisce un ulteriore rischio specifico del progetto, che potrebbe indurre alla cautela nei confronti degli asset e dei protocolli interessati.
Il quadro, tuttavia, non è uniformemente negativo. I flussi settimanali degli ETF sono stati positivi: sono stati aggiunti 5.183 BTC e i flussi cumulativi del 2026 sono tornati in territorio positivo. Ciò potrebbe indicare che la domanda istituzionale non è scomparsa, nonostante il forte deflusso giornaliero. Anche l’attenzione della SEC alla tokenizzazione potrebbe sostenere lo sviluppo a lungo termine, pur non offrendo un catalizzatore immediato per i prezzi. Nel complesso, è probabile che l’andamento dei prezzi a breve termine resti sensibile ai flussi degli ETF, alla performance dei mercati azionari, alle notizie macroeconomiche e ai livelli di supporto. Una ripresa sostenuta degli afflussi e un’attenuazione delle preoccupazioni sul credito migliorerebbero le prospettive; il protrarsi dei deflussi e dell’avversione al rischio potrebbe invece estendere la correzione.